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Casinò Sanremo, Ugl Terziario: 'Guerra a oltranza porta danni a tutti'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

L'Ugl Terziario del Casinò Sanremo lancia un appello a lavoratori e sindacati a sedere al tavolo del dialogo, al fine dell'auspicato obiettivo di riprendere l'attività produttiva.

Casinò Sanremo ancora nella bufera, con la politica che si spacca sull'opportunità o meno di intervenire o meno, e con i sindacati anch'essi spaccati tra quelli che proseguono nello sciopero indetto al ruolo giochi e chi invece è tornato al lavoro.

A lanciare un appello al ritorno al lavoro e allo spirito di collaborazione, "nel rispetto della massima libertà individuale di opinione e di scelta di ciascuno", è il segretario aziendale dell'Ugl Terziario (prima sigla sindacale a revocare lo sciopero, seguita poi dal ritorno al lavoro, con motivazioni e modalità diverse, dalla Uilcom Uil) Massimiliano Moroni, che invita "tutti, lavoratori e sindacalisti, a sedersi con noi al tavolo del dialogo con l’azienda".

Il sindacalista esprime "grande apprezzamento ai colleghi della Uil i quali, pur rimanendo inflessibili nella loro posizione, hanno deciso di tornare al lavoro con grande coraggio e senso di responsabilità" e assicura che l'Ugl Terziario è pronto "a collaborare con la Uil, e con chiunque altro intenda aggiungersi alla trattativa, appoggiando qualsiasi proposta che, senza limitare la libertà d’iniziativa del datore di lavoro, possa dare garanzie di tutela dei diritti dei lavoratori".

Moroni sottolinea che "politica, proprietà, azienda, lavoratori del Casinò e delle ditte appaltatrici, e tutti i sindacati, hanno preso coscienza che la riapertura delle sale da gioco è l’unica possibilità per poter intravedere la risoluzione del conflitto. Una scelta, quella del rientro al lavoro, che non prevederebbe per nessuno la rinuncia alle proprie rivendicazioni, ma che porterebbe un immediato beneficio economico sia agli introiti della Società, che agli azzoppati salari dei dipendenti".

Inoltre, "siamo tutti consapevoli che l'alternativa, la guerra a oltranza, produrrà danni ad entrambe le parti. Lo scenario è inevitabilmente intriso di complesse dinamiche sindacali e politiche, per cui risulta molto difficoltoso prevederne gli sviluppi.
Non saprei pronosticare chi risulterà vincitore, ma è facilmente prevedibile che tutti ne usciremo perdenti.

Ripartiamo dunque insieme dall’unanime ed unica opinione condivisa: l’utilità per tutti dell’immediata ripresa dell’attività produttiva, la condizione necessaria per qualsivoglia tentativo di riconciliazione tra azienda e sindacati", conclude Moroni.

 

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