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Casinò Sanremo, le Ooss: 'Situazione grave anche per il territorio'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I sindacati del Casinò di Sanremo sollevano l'attenzione sulla drammatica situazione derivante dal prolungamento della chiusura della Casa da gioco.

"Nell’ultimo decreto Sostegni del Governo Draghi non vi è menzione alcuna in merito alla riapertura delle attività legate al gioco", e le segreterie sanremesi di Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom-Uil e Snalc Cisal esprimono "forte preoccupazione per la mancata calendarizzazione della riapertura delle Case da hioco; con particolare riferimento al Casinò di Sanremo".

Come scrivono le sigle sindacali in una nota congiunta, "se una visione retrograda e superficiale del mondo del gioco potrebbe far pensare che la riapertura delle Case da gioco non sia una priorità, è doveroso citare l’onorevole Claudio Durigon, sottosegretario Mef con delega ai giochi, il quale ha reso noto che il gioco illegale ha avuto un incremento dell’879 percento rispetto all’anno 2019".
La perdita di gettito erariale, ricordano i sindacati, "è stata stimata in cinque miliardi di euro" ma "non bisogna dimenticare che il gioco illegale è gestito dalla malavita organizzata e ha un corollario di usura e violenza; inoltre nelle bische clandestine non vi sono i rigorosi protocolli di sicurezza adottati dai casinò durante l’apertura estiva, protocolli che hanno permesso di non aver avuto nessun contagiato tra il personale e tantomeno tra i clienti".

E la situazione del Casinò di Sanremo, secondo le Ooss, è particolarmente grave "in quanto la sua chiusura non solo rientra nel quadro descritto e non solo priva della retribuzione le circa trecentocinquanta famiglie, tra dipendenti diretti e dipendenti di servizi terziarizzati, che direttamente patiscono la chiusura", ma penalizza "l'intero comparto formato dalla stessa città di Sanremo e dai comuni limitrofi".

Si tratta di "un comparto privo di industrie e che vive principalmente di turismo, turismo strettamente legato al Casinò.
Ristoratori, albergatori ed esercenti lavorano anche grazie ai clienti del casinò e a loro volta alimentano il resto del terziario locale. Fermando la locomotiva casinò, tutte le carrozze hanno sofferto. Il comparto si sta progressivamente impoverendo e trasformando in area depressa".

Inoltre, la "situazione è stata aggravata dal fatto che il Casinò di Montecarlo ha mantenuto la piena attività con conseguente espatrio di capitali che potevano essere invece assorbiti dal nostro territorio.
Ulteriori ritardi nella riapertura porteranno a una progressione geometrica della sofferenza del comparto territoriale".

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