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Campione, tra stipendi arretrati e attesa della Cassazione

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il sindaco di Campione d'Italia Roberto Canesi a colloquio con i sindacati sui tanti temi caldi di Comune e Casinò.

Dopo l'incontro con le rappresentanze sindacali del Casinò, il sindaco di Campione d'Italia Roberto Canesi ha fatto il punto, con quelle comunali, sulle tantissime questioni "calde" e che si intrecciano tra di esse.

"Come rappresentanti sindacali del pubblico impiego - spiega Vincenzo Falanga, sindacalista della Uil Fp - abbiamo chiesto un incontro per riavviare il ragionamento con la pubblica amministrazione su come riprendere in mano le redini del territorio al livello di prospettiva per ridare un rilancio complessivo all'intero comune.
Noi abbiamo rappresentato al sindaco che siamo convinti che il rilancio del casinò è il motore fondamentale dell'economia, ma anche che con il dissesto dell'ente comunale abbiamo perso servizi sul territorio come la squadra dell'infanzia, che è stata commissariata. Abbiamo ripreso in mano le questioni legate alle spettanze dei dipendenti ancora da saldare e a tale proposito Canesi ci ha dato ampia disponibilità a trovare delle soluzioni, sulle quali non possiamo ancor entrare nel dettaglio".

Poi, "abbiamo affrontato con un volo pindarico il tema sul casinò in termini di ruolo che il Comune potrà avere all'interno del rilancio dello stesso. Ora non siamo in grado di avere una prospettiva ma se il Casinò partisse con le medesime modalità di gestione a oggi vigenti, il Comune è il socio principale ed è dunque necessario attivare degli accorgimenti normativi in quanto il servizio controlli è fondamentale e necessario".

Falanga conclude: "Il nostro obiettivo era avviare un confronto con la nuova amministrazione, da qui a qualche mese capiremo anche, considerata l'emergenza in corso, quello che potrà avvenire, il che dipende come sempre anche da scelte governative".

Il mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali (una questione su cui pendono numerosi ricorsii) è ovviamente legata a filo doppio al contenzioso giudiziario ancora in corso sul fallimento del Casinò, come pure alla mancanza dei fondi necessari ad avere un bilancio riequilibrato.
Ma ovviamente, il nodo Casinò potrà essere affrontato solo dopo le sentenze della Corte di Cassazione, chiamata a decidere sui ricorsi presentati dalla curatela e dalla Banca Popolare di Sondrio contro la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva annullato, per un vizio di forma, quella del Tribunale di Como con la quale era stato dichiarata fallita, per insolvenza, la società di gestione della Casa da gioco.

Comunque andrà, secondo opinione condivisa, se si arriverà all'auspicata riapertura del Casinò, esso dovrà avere una nuova veste, e con essa andrà ripensata anche quella del Comune. Serve tuttavia un intervento tecnico condiviso con il Governo, dal momento che si tratta di una questione da gestire con un ente comunale che è tuttora in stato di dissesto.

 

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