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Casinò Venezia: apertura h24, Ooss proclamano lo stato di agitazione

  • Scritto da Redazione

Le segreterie provinciali delle Ooss proclamano lo stato di agitazione dei dipendenti della Casinò di Venezia Gioco e chiedono confronto sulle scelte della proprietà.

 

La Casinò di Venezia Gioco è una società per azioni ed è evidentemente inopportuno che, come dimostrato dall'ultimo confronto fra azienda e organizzazioni sindacali, venga gestita direttamente dalla proprietà. Tanto meno è accettabile il modo prepotente, dispotico e padronale con cui dal tempo dell’inserimento degli organi politici nelle trattative aziendali sul Cal, si trattano i sindacati e i lavoratori, riducendo la possibilità di confronto (non di co-gestione!) e le stesse relazioni industriali ai minimi termini”.

 

Inizia così la lettera inviata dalle segreterie provinciali di Slc-Cgil Fisascat-Cisl Uilcom-Uil Snalc-Cisal Ugl-terziario Rlc al presidente del Consiglio di amministrazione di Casinò di Venezia Gioco Spa, Maurizio Salvalaio, e al direttore generale Alessandro Cattarossi, per comunicare la proclamazione dello stato di agitazione.
 
“Le scelte operate finora non s’inseriscono in un quadro organico di programmazione, sviluppo e investimenti, ma appaiono frutto di valutazioni contingenti ed estemporanee, senza fondamento analitico sull’andamento attuale del business e sui flussi di clientela (l’apertura h24 appare a tutti un’inopinata anomalia in questo momento storico). Queste scelte non hanno nulla a che fare con l'esigenza di dare un futuro alla casa da gioco e ai suoi dipendenti e rischiano invece di provocare ingenti danni, ponendosi in possibile contrasto con le stesse normative vigenti in tema 'anti-Covid19' che l’Azienda è tenuta a osservare e determinando il paradosso dell’affidamento di un evento a una società esterna mentre i dipendenti del Casinò ancora si vedono costretti a percepire il Fondo di integrazione salariale invece della normale retribuzione.
Per questo, le scriventi Ooss proclamano lo stato di agitazione a cui seguiranno, nell’assenza di un più rispettoso e proattivo confronto da parte di Azienda e Proprietà sui temi esposti, altre determinazioni”, conclude la lettera.
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