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Snalc: 'Federgioco inerte su Campione ed emergenza Covid-19'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Lo Snalc esprime parole critiche sull'operato di Federgioco sia per quanto attiene la chiusura del Casinò Campione che nell'emergenza Covid-19.

"Purtroppo sia prima dell’emergenza Covid-19, dove normative che vietano qualsiasi forma pubblicitaria hanno ulteriormente peggiorato una situazione già critica, sia adesso in cui ci si confronterà con la ripartenza, non si è avuto alcun riscontro concreto al fine di difendere aziende, territori e soprattutto persone che fanno parte di questi contesti".

Con queste parole il sindacato Snalc Cisal, che si è riunito telematicamente, si esprime sulla funzione svolta da Federgioco "quale ente titolato alla tutela e alla promozione dei Casinò" e in una situazionee generale delle Case da gioco italiane che, oltre alla perdita di Campione d’Italia, si trovano adesso a confrontarsi con una perdurante crisi del gioco e soprattutto con tutte quelle che saranno le nuove disposizioni legate alla gestione del post Covid-19.

Il sindacato osserva come "mai come in questo periodo sarebbe stato utile un organismo rappresentativo delle Case da gioco italiane, per portare avanti le loro istanze e difendere le loro peculiarità sia sul fronte politico che su quello della comunicazione e della sensibilizzazione in merito alla profondissima crisi del sistema. Sarebbe stato opportuno che Federgioco avesse favorito un efficace coordinamento delle Case da gioco per realizzare i protocolli volti a garantire la sicurezza sanitaria a garanzia della riapertura e farsi portavoce nei confronti dei media dell’immagine dei Casinò come luoghi in cui potersi recare in sicurezza".

Invece, "purtroppo invece dobbiamo registrare come Federgioco non abbia ricoperto questo ruolo con decisione e autorevolezza, ma si sia limitata alla gestione di 'routine' delle proprie attività. Viene quindi da chiedersi se un simile organismo abbia ancora ragione di esistere o se sia soltanto l’ennesimo meccanismo per distribuire qualche comoda poltrona. Crediamo che troppe occasioni siano già state perse, l’immobilismo e l’inerzia fino ad ora dimostrati non sono in grado di cambiare le sorti delle Case da gioco italiane ed inoltre manca qualsiasi forma di comunicazione rivolta alla formulazione di progetti concreti, alla condivisione di iniziative, allo scambio di informazioni. Le Case da gioco italiane non possono per loro natura essere considerate alla stregua delle Sale gioco, ma sono parte della storia delle località che le ospitano, fanno da volano ad attività turistiche, culturali, ricreative, di spettacolo, sportive, sono radicate nella cultura popolare del gioco e hanno una dimensione internazionale capace di varcare i confini nazionali".

Il sindacato, come si legge in una nota del segretario nazionale Christian Toini, è "di conseguenza dell’avviso" che "determinate realtà vadano difese in tutti i modi possibili, altrimenti le ricadute sociali, economiche ed occupazionali sarebbero traumatiche come si è già avuto modo di vedere con il funesto esempio di Campione d’Italia, tuttora abbandonata a se stessa e dimenticata da Federgioco che, escluse le parole istituzionali, non è riuscita in alcun modo a cambiarne le sorti o quantomeno ad essere propositiva per favorire l’auspicata riapertura.

Visti i finanziamenti previsti dall’Ue per gli aiuti legati al post Covid-19 di cui una parte sarà garantita al settore turistico, fortemente toccato dalla pandemia, si ritiene opportuno se non fondamentale attingere a questi fondi affinché si possano mettere in campo strategie concrete volte a sostenere e riavviare aziende così strettamente legate alla ripresa stessa dell’Italia".

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