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Albertinelli: 'Casinò St. Vincent, concordato è solo l'inizio di un percorso'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il sindacalista del Savt Claudio Albertinelli commenta l'omologa del concordato del Casinò di St. Vincent da parte del tribunale di Aosta.

“In considerazione del percorso fatto e dei sacrifici fatti dai lavoratori, alcuni dei quali sono stati anche licenziati, siamo contenti che si sia avverato il nostro auspicio, ossia che il concordato della società di gestione del Saint Vincent Resort & Casino venisse omologato dal tribunale di Aosta.
L'apporto dei dipendenti è stato fondamentale: se non avessimo siglato degli accordi che sono stati da loro accettati, oggi il Casinò sarebbe chiuso e la società sarebbe fallita. Non possiamo che ringraziare tutti i dipendenti ed essere solidali soprattutto con chi ha perso il lavoro. Bisogna inoltre ricordare che il concordato dura cinque anni e che la sua omologa non è la fine ma l'inizio di un percorso”.

Lo sottolinea il responsabile casinò del Savt, Claudio Albertinelli, che evidenzia: “In quest'arco di tempo l'azienda deve proseguire nel suo percorso di risanamento e rilancio. Per fare fronte a quest'ultimo obiettivo, l'azienda deve essere strutturata ma al momento al suo interno mancano alcune figure chiave, come il capo del personale”.

Il nodo più spinoso è appunto quello legato alla riorganizzazione aziendale: “Con tanto personale in meno rispetto a prima, non è ancora del tutto chiaro in quale direzione si andrà. Ma è un passaggio che a concordato approvato bisognerà fare al più presto, perchè è fondamentale al fine di far lavorare al meglio l'azienda”.

Da parte sua, secondo il sindacalista “la proprietà, ossia la Regione Valle d'Aosta, dovrà mettere l'azienda nelle condizioni di strutturarsi e di darsi un'organizzazione professionale e snella sul fronte della stabilizzazione dei conti che, come detto, del rilancio”.

Secondo Albertinelli, se il Casinò di St. Vincent si è trovato in una difficoltà così grave da far temere il fallimento “non è tanto perché sono stati commessi degli errori, ma perchè gli avvenimenti sono stati troppo rapidi. In particolare, la crisi è stata così veloce che non ha permesso di andare avanti nella ristrutturazione aziendale avviata. Si è trattato di una crisi repentina che ci ha obbligato ad accelerare e a compiere scelte davveri pesanti che sono ricadute soprattutto sui lavoratori che sono stati licenziati”.

 

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