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Piacentini (Fisascatl): “Casinò St. Vincent, proprietà ha fatto la sua parte”

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il segretario regionale valdostano della Fisascat Cisl, Giorgio Piacentini, commenta l'omologa del concordato della società di gestione del Casinò di Saint Vincent.

“L'omologa del concordato della società di gestione del Saint Vincent Resort & Casino da parte del tribunale di Aosta è il primo passo e siamo soddisdatti del risultato, visto lo sforzo dei lavoratori e delle Ooss per mettere in sicurezza l'azienda. Da qui in avanti, dovremo incontrare l'azienda per discutere degli altri problemi irrisolti. Sul fronte dell'organizzazione del lavoro è tutto fermo, ma ciò era legato all'attesa del concordato”.

Giorgio Piacentini, segretario regionale della Fisascat Cisl, ritiene, sul fronte Regione, che “la proprietà, con la legge che prevede la trasformazione del debito della società di gestione del resort verso Finaosta (48 milioni di euro) in apporto di capitale tramite la sottoscrizione di uno Strumento finanziario partecipativo (Sfp), ha fatto ciò che poteva e doveva fare, sgravando l'azienda di uno dei problemi del concordato. Ora spetta alla gestione mandare avanti l'azienda in maniera serena. Ci sono da sistemare delle cose dopo l'uscita di tanti lavoratori, un passaggio sofferto ed enorme, ma purtroppo non ci si poteva permettere di passare attraverso la strada del fallimento. Ora serve una riorganizzazione aziendale seria”.

Per esempio della parte alberghiera: “Sull'Upsa (Unità produttiva servizi alberghieri Ndr) dobbiamo discutere cosa fare. L'indirizzo aziendale era di esternalizzare il più possibile i servizi. Ora dobbiamo valutare i passaggi per ridare slancio e produttività a un'azienda che zoppia dal punto di vista organizzativo. Invece, sul fronte incassi un po' di fortuna possiamo permettercela, dopo i passaggi neri degli ultimi anni. Questa fortuna ci facilita, se non altro, il compito di ragionare in modo più tranquillo e sereno”.

Senza ripetere gli errori del passato...

“Azienda e proprietà hanno compiuto scelte miopi, si sono messe toppe ai buchi senza un piano organico che traghettasse verso il futuro. Non si sarebbe dovuti arrivare al concordato preventivo. C'erano stati segnali che la situazione era pericolosa, l'avevamo evidenziato a proprietà e azienda, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

 

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