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Moroni (Ugl: 'Casinò Sanremo, proprietà voglia bene ad azienda'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Massimiliano Moroni, segretario aziendale dell'Ugl Terziario, esprime i suoi auspici sul futuro del Casinò di Sanremo.

“Dopo aver dato tanto, con senso di responsabilità, pretendiamo una giunta, un consiglio, un sindaco che vogliano bene al Casinò di Sanremo e lo difendano sempre, che non vedano nell'azienda un male o un mezzo per farsi pubblicità”. Parole chiare, quelle del segretario aziendale dell'Ugl Terziario, Massimiliano Moroni, che chiede anche “maggiore trasparenza da parte del consiglio di amministrazione e di tutti, competenza e voglia di rilanciare il Casinò, salvaguardando soprattutto i livelli occupazionali. Questa è da sempre una mission del Casinò, soprattutto in un'area depressa. Si deve favorire appena possibile l'ingresso di nuovi lavoratori giovani e motivati, che abbiano fame e bisogno di un posto di lavoro, non di una occupazione”.

Moroni sottolinea anche come il Casinò abbia “bisogno di competenza e di velocità sia nelle decisioni che nello sviluppare nuovi giochi, andando incontro alle richieste del mercato e sperimentando ulteriori forme uniche”. Quindi, “basta amici o déjà vu di politici riciclati o di pseudo imprenditori che cercano uno stipendio: per questo da pochi mesi c'è il reddito di cittadinanza. Possono rivolgersi ai Caf. Basta, anche, direttori generali che creano apparati mastodontici contornandosi di consulenze poiché non conoscono le materie. Basta con questa figura. Sì invece a responsabili che rispondano dell'andamento e che vengano pagati a seconda dei risultati”.

L'Ugl Terziario ribadisce anche la bontà di quanto nel corso degli anni hanno fatto i sindacati: “Noi abbiamo pagato e paghiamo una cattiva politica che da oltre cinquant'anni anni non fa nulla per migliorare le infrastrutture e ciò ha portato ad essere abbandonati. Ma la lungimiranza di qualche sindacalista, che in passato ha fatto nascere le politiche di incentivo all'esodo, hanno di fatto consentito di sopravvivere”.

Il sindacalista si esprime anche sul futuro dei giochi: “Quelli tradizionali assolvono due compiti: creano occupazione; quando si creano eventi e si invitano i clienti ha sempre un riscontro positivo. Questo sopratutto perché le slot sono a ogni angolo di ogni città, mentre i giochi lavorati sono esclusivi e quindi bisogna investire, e investire bene, nell'unicità. Aprendo anche al mattino i giochi tradizionali”.
Quanto alla cultura, Moroni ritene che “a volte investirci non paga, ma prima bisogna capire cosa significhi veramente cultura. Nell'ultimo periodo al Casinò di Sanremo si organizzano solo dibattiti sulla massoneria. Ogni evento deve corrispondere a una ricaduta non è accettabile invitare 300 persone e in sala non avere nessun cliente che gioca. Forse andrebbe rivista qualche scelta, magari creando eventi che abbiano nelle sale da gioco una centralità e una ricaduta, affidandosi, nel caso, a uffici marketing”.

 

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