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Uilcom: 'Casinò Sanremo, oltre al rigore si lavori su ripresa incassi'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il responsabile aziendale della Uilcom Uil del Casinò di Sanremo, Enzo Cioffi, si esprime sulle linee guida da seguire per il futuro della Casa da gioco.

“La Casinò Spa da diversi anni, pur riducendo sistematicamente gli incassi, chiude il proprio bilancio in attivo. A oggi, se il trend seguiterà a essere l’attuale, ci sono concrete possibilità che anche il 2019 si chiuda in attivo”.
Lo sottolinea Enzo Cioffi, responsabile aziendale, al Casinò di Sanremo, della Uilcom Uil, che aggiunge: "Questo sicuramente è un aspetto positivo fondamentale per la tenuta dei livelli occupazionali e di reddito dei lavoratori della Società, e per la sopravvivenza stessa della Casa da gioco. Tutto questo è avvenuto principalmente attraverso una politica di contenimento dei costi, iniziata ormai vent’anni fa, che ha riguardato tutti i settori aziendali e in particolare il personale a listino paga che, attraverso vari accordi di esodo incentivato, si è ridotto sensibilmente di numero.
La fuoriuscita di molti dipendenti ha certamente generato la maggior voce di risparmio, ma anche prodotto una conseguente perdita di forza lavoro arrivata oggi ai minimi termini.

Ciò che auspico, dalla nuova amministrazione comunale di Sanremo (il 26 maggio il sindaco uscente Alberto Biancheri è stato confermato primo cittadino al primo turno Ndr), proprietaria della Casinò Spa, è che si continui su questa strada di rigore, ma al contempo s’inizi seriamente a capire cosa mettere in atto per far crescere le entrate economiche di tutti i segmenti di gioco fondamentali a bilanciare l’effetto ormai in esaurimento dei risparmi, a creare nuova occupazione, e produrre ricchezze per le casse aziendali e comunali. Questo può avvenire unicamente attraverso una concreta sinergia fra proprietà e futura gestione, nella quale ci sia un’efficace e reale comunione d’intenti sulle strategie da individuare e realizzare per avviare il rilancio.

A vostro modo di vedere il Casinò ha bisogno di un direttore generale?
 
"La futura forma di gestione sta alla proprietà individuarla. La Uilcom-Uil non ritiene appropriato entrare nel merito della questione. Sicuramente la proprietà ha tutti i riferimenti storici per capire cosa è meglio mettere in atto.
Se ripetere le esperienze passate del solo Cda supportato dal management aziendale (quadri e strutture collegate ad essi), o la recente formula di un Cda e un direttore generale.
Oppure provare nuove strade di governo aziendale. L’esperienza ampia a riguardo c’è per comprendere soprattutto quale soluzione in questi anni ha funzionato meglio e i costi conseguenti".
 
È possibile rilanciare i giochi tradizionali o il futuro, come il presente, è delle slot?
 
"In azienda dei cosiddetti giochi tradizionali è rimasta la sola roulette francese. Gli altri giochi tradizionali storici, chemin de fer e 30/40, attualmente non vengono esercitati.
I giochi da tavolo (roulette francese e giochi americani), rappresentano tuttora anch’essi, insieme ai giochi tecnologici, il presente della Casa da gioco, oltre che la sua storia centenaria.
Senza il loro apporto economico l’azienda non potrebbe sostenersi finanziariamente, poiché i soli incassi delle slot machine e del gioco online, non reggerebbero gli attuali costi di gestione.
Senza di loro la Casa da gioco non avrebbe quel richiamo turistico che continua ad avere, e non parleremo certamente di un Casinò fisico nella sua definizione tipica. Quindi tutti noi dobbiamo auspicare loro un futuro lungo e prospero. Quando sollevo, la necessità improrogabile di far crescere economicamente i segmenti di gioco aziendali, ovviamente includo anche, e sopratutto, gli introiti dei giochi da tavolo, che sono quelli che in questi anni stentano maggiormente.
La loro politica di crescita, oltre a perseguire ed assecondare i gusti contingenti dei giocatori, deve attuare strategie finalizzate a consolidare l’attuale clientela e reperirne della nuova, attività ancora possibile. Tutto ciò attraverso precise operazioni di fidelizzazione dei giocatori, continue organizzazioni di eventi mondani e di gioco (come la recente edizione del torneo di poker Ipo che ha visto la presenza di circa 2.500 partecipanti), oltre a programmazioni di varie gare di giochi tradizionali e/o americani.
Tutto quanto sopra deve avvenire inevitabilmente attraverso un controllo attento dei costi e benefici.
Indispensabile a tutto ciò sarà anche una riorganizzazione del lavoro dell’intera area dei giochi da tavolo che passi principalmente attraverso un nuovo esodo incentivato.
Il rilancio di questi giochi, è sicuramente una delle sfide maggiori che attenderà la nuova gestione della Casinò Spa. Oltre, obbligatoriamente, a perseguire il continuo sviluppo dei giochi tecnologici (slot machine e online), che oggi rappresentano entrambi oltre l’80 percento degli incassi globali".
 
Secondo voi il Casinò deve continuare a puntare fortemente sulla cultura e sugli eventi, come sta facendo?
 
"La Casa da gioco ha sempre avuto una grande tradizione di spettacolo e cultura con eventi di grandissimo richiamo internazionale mai secondi a nessun altro casinò italiano.
Ovviamente negli anni la crisi ha influito anche su questo settore ridimensionandone la proposta ma senza farla mai mancare.
Ritengo questo comparto importante sia per la divulgazione di cultura e spettacolo a livello generale, sia come supporto alle aree addette alla produzione, e quindi di conseguenza un ramo aziendale da alimentare economicamente in maniera adeguata.
Allo stesso tempo penso che tutto ciò che abbia a che fare con l’intrattenimento all’interno della Casa da gioco, debba essere concepito con un giusto equilibrio tra lo spettacolo divulgato a tutti, e la finalità principale di creare il maggior ritorno possibile sulle casse aziendali in termini di crescita economica delle aree da gioco. Quindi attività di spettacolo e cultura progettate e realizzate, nei modi e nei tempi, con il principale scopo di richiamare ed intrattenere clientela attuale e nuova.
Fondamentale è anche la nostra presenza nelle varie manifestazioni di altissimo richiamo popolare tenute in città (Festival della Canzone, Milano-Sanremo, Premio Tenco, ecc. ecc.), per il ritorno d’immagine che solitamente producono. In questi ultimi anni ho avuto la percezione che sia un po’ prevalso l’aspetto dell’esposizione mediatica a discapito del ritorno economico.
Siamo pur sempre una Casa da gioco e non va dimenticato che tutto si finanzia con i proventi dei giochi".
 
Pensando a quanto è successo a Campione d'Italia e a Saint Vincent, e alla perdurante difficoltà a Venezia a giungere alla redazione di un contratto di lavoro, come giudicate la gestione del Casinò di Sanremo negli anni passati e le relazioni sindacali intrattenute?
 
"I dipendenti della Casinò Spa ora, e delle precedenti gestioni della Casa da gioco, hanno sempre dato un’importanza strategia all’esistenza e rinnovo del contratto di lavoro aziendale, ritenendolo uno strumento non solo di riferimento economico e normativo, ma anche mezzo di sviluppo. È giusto riconoscere che anche le gestioni, che negli anni si sono avvicendate, hanno individuato nel Ccl aziendale, e nei suoi puntuali rinnovi, uno strumento di gestione fondamentale. È proprio in virtù di questo che circa vent’anni fa si è iniziato a pensare ad una stagione, inevitabile, di contenimento dei costi, che senza influire sui livelli di reddito ed occupazionali dei Lavoratori, consentisse una riduzione delle spese di gestione. Risparmi individuati principalmente sul costo del personale, ma anche sulle spese di esercizio in genere. È indubbia la lungimiranza di chi allora, alla guida della Casa da gioco, concepì tutto ciò. La storia ha inevitabilmente dato ragione a questa scelta consentendoci di essere dove oggi ancora siamo e cioè presenti in un mercato, quello dei casinò fisici, nonostante il perdurare della crisi del settore. Va dato certamente loro merito a tutto ciò. Al contempo molto di più poteva e doveva essere attuato, sia dalla Proprietà sia dalla Casinò Spa, soprattutto nei periodi in cui le entrate erano cospicue. Oggi si sente la mancanza di tutti quegli investimenti di carattere strutturale che sarebbero dovuti essere realizzati già da molto tempo, e che avrebbero reso più attuale e fruibile la Casa da gioco. I rispettivi Piani di impresa, dei vari Cda, hanno sempre riportato questi aspetti ma solo una piccolissima parte di questi è stata concretizzata.
In questi anni le relazioni sindacali hanno vissuto momenti di continui e produttivi confronti, alternati a dibattiti estenuanti che producevano poco o nulla, a periodi di assenza di dialogo. È soprattutto in questi ultimissimi anni che il management ha adottato un’eccessiva cautela decisionale, anche su semplici questioni di gestione ordinaria, che ha inevitabilmente dilatato i tempi di attuazione influendo negativamente sulla crescita economica. Inoltre la percezione da me avuta è che nel recente periodo il sindacato, nel suo insieme, non sia stato visto come fonte di risorsa aziendale, per la sua storia ed esperienza, ma vissuto come un qualcosa d’inevitabile e mal digerito. Non va dimenticato che i lavoratori della Casinò Spa sono la vera memoria storica della Casa da gioco poiché solo loro ne rappresentano la continuità aziendale. Le scelte ampiamente discusse e condivise con le Ooss, da sempre, hanno generato prosperità alla Casa da gioco. Questo qualcosa vorrà pur dire".
 
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