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Spazio negato al Casinò Sanremo, Ugl: 'Ancora una volta discriminati'

  • Scritto da Amr

L'Ugl terziario ritiene che il sindacato sia stato discriminato dal Casinò di Sanremo, che gli ha negato lo spazio per tenere un confronto con i candidati a sindaco.

“Denunciamo pubblicamente la discriminazione messa in campo in modo pretestuoso, nei confronti della nostra organizzazione sindacale, l'Ugl terziario, da parte di quello che rimane del Cda della Casino Spa e del responsabile  delle risorse umane in merito al surreale rifiuto di concedere per una sola ora, una sala dell'azienda alla nostra sigla per il confronto con i candidati a sindaco del  Comune di Sanremo, in modo da conoscere programmi ed offrire spunti di riflessione su come affrontare i prossimi cinque anni anni”.

Lo afferma il segretario aziendale del sindacato di categoria, Massimiliano Moroni, prendendo pubblicamente posizione contro un diniego che, spiega, l'azienda ha giustificato con “la sussistenza di difetti dei presupposti normativi senza specificarci quali” e “la volontà di voler rimanere estranei al dibattito politico”.
Moroni rammenta invece che “l’unico argomento in agenda nel dibattito politico è esclusivamente inerente la gestione futura del Casinò”, come pure che “il sindaco è componente principale dell’assemblea dei soci di Casinò Spa, organo quest’ultimo di direzione e coordinamento della stessa Società a controllo pubblico. L’uditorio è riservato ai dipendenti, al management aziendale, agli addetti ai lavori ed a tutti i portatori d’interessi nell’attività e nell’organizzazione di Casinò Spa”.
Con questi presupposti “era nostra intenzione fornire un valido contributo alla diffusione della conoscenza delle problematiche specifiche della gestione del Casinò”.

Il sindacalista ritiene che con il rifiuto aziendale “tale nostro intento viene gravemente ostacolato.Il solito atteggiamento discriminatorio nei confronti della nostra organizzazione sindacale. Un rifiuto costante alle nostre richieste”, soprattutto ogni qualvolta l'Ugl solletica l'azienda su “tematiche quali la trasparenza e il diritto d’informazione”.

Tuttavia, Moroni prende atto della decisione, ritenendola “contraria agli interessi dei lavoratori e della società stessa” e resta “in attesa di conoscere in dettaglio i difetti dei presupposti normativi” cui l'azienda fa riferimento.

 

 

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