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Referendum al Casinò di Saint Vincent, vince il sì

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Approvata l'ipotesi di accordo raggiunta tra azienda e sindacati sulla riduzione del costo del lavoro al Saint Vincent Resort & CasinoL i commenti delle Ooss.

I dipendenti del Saint Vincent Resort & Casino hanno approvato, tramite referendum, l'ipotesi di accordo raggiunta tra azienda e sindacati nell'ambito della procedura avviata per il licenziamento collettivo di 168 persone.

I sì sono stati 363, i no 56, 7 le schede bianche e 12 quelle nulle. In totale, hanno votato 438 dei 571 aventi diritto.

Si procederà dunque alla ratifica dell'accordo, che farà parte integrante del piano di concordato in continuità che l'azienda deve presentare in tribunale ad Aosta.

Ecco una sintesi dei contenuti dell'ipotesi di accordo, che serve a ridurre il costo del lavoro.

L'UNITA' GIOCO - Rispetto ai 104 lavoratori eccedenti individuati inizialmente dalla procedura, il numero finale è ridotto di 33 unità, per un totale di 71 eccedenti, che potranno utilizzare diversi strumenti: il ricorso al pensionamento (attraverso una incentivazione all'esodo - nel quadro di una conciliazione inoppugnabile- pari a 700 euro lordi per ogni mese di utilizzo della Naspi). Sono previste altre somme (2.500 euro lordi ai lavoratori precoci e 800 euro lordi mensili per ciascun mese mancante alla matrazione del primo dei requisiti pensionistici utili), per quei lavoratori che non raggiungessero i requisiti per il pensionamento entro il termine della Naspi, ma entro i 12 mesi successivi.
La comunicazione delel risoluzioni dei rapporti di lavoro partirà dall'11 febbraio, applicando il criterio della possibilità per il singolo lavoratore di poter utilizzare il pensionamento. Il licenziamento potrà essere posticipato al 30 giugno per quei lavoratori che dimostrassero di poter maturare i requisiti per il pensionamento, solo rimanendo in servizio per un ulteriore periodo di sei mesi.

L'UNITA' PRODUTTIVA SERVIZI ALBERGHIERI - All'Upsa sono confermati i 64 licenziamenti prospettati inizialmente dall'azienda. Per 29 di loro si farà ricorso al pensionamento, ai sensi delle normative vigenti e del decreto su quota 100. Per gli altri è prevista la "ricerca di posti di lavoro all'esterno dell'azienda presso enti, istituzioni, partecipate indicate dalle Regione", la "ricerca di posti di lavoro presso fornitori, anche attraverso processi di outsourcing".
Ai dipendenti eccedenti sarà corrisposta "una incentivazione all'esodo (nel quadro di una conciliazione inoppugnabile) pari a 600 euro lordi per ogni mese di utilizzo della Naspi" per ogni i lavoratori che ricorreranno al liceziamento. "A tale somma, per i soli lavoratori precoci, verrà aggiunta una somma forfettaria di 2.500 euro lordi". Inoltre, ai dipendenti eccedenti sarà corrisposta una incentivazione all'esodo (nel quadro di una conciliazione inoppugnabile) pari a 850 euro lordi per ogni mese di utilizzo della Naspi e, quindi, per 24 mesi, per quei lavoratori che non sono inclusi nel ricorso al pensionamento.
L'ipotesi di accordo prevede inoltre il diritto di precedenza di assunzione dei lavoratori non pensionabili e non ricollocati altrove, "per 24 mesi in caso di necessità di contratti a termine, stagionali, intermittenti, a tempo indeterminato: il rifiuto di due proposte da parte dell'azienda determinerà la decadenza del diritto".
Le risoluzioni dei rapporti di lavoro, si legge ancora, saranno comunicate dall'11 febbraio 2019, "applicando prioritariamente il criterio della possibilità per il singolo lavoratore di poter utilizzare il pensionamento nelle forme previste dalla legge e, in via alternativa a quest'ultimo, i criteri previsti dall'articolo 5 della 223791 con prevalenza, in caso di equivalenza dei relativi punteggi, delle esigenze tecnico produttive e organizzative". Sarà possibile posticipare il licenziamento, "ma comunque entro il 30 giugno 2019, per quei singoli lavoratori che dimostrassero di poter maturare i requisiti per il pensionamento, solo rimanendo in servizio per un ulteriore periodo". La sottoscrizione dell'accordo sindacale di chiusura della procedura di licenziamento collettiva va effettuata entro l'8 febbraio e l'efficacia e validità di questa ipotesi di accordo è "condizionata all'approvazione da parte della maggioranza dei lavoratori", mentre l'erogazione dell'incentivazione avverrà "entro 30 giugno dalla data di omologa definitiva del concordato preventivo".
 
GLI INTERVENTI NORMATIVI ALL'UNITA' GIOCO - Fanno parte integrante, come allegato, dell'ipotesi d'accordo, anche alcune modifiche normative relative all'unità gioco.
L'orario di lavoro settimanale è fissato per tutti a 36 ore, sono previste 24 giornate di ferie, calcolate su una settimana lavorativa di 5 giorni. I lavoratori malati o infortunati sul lavoro hanno diritto a conservare il posto per 180 giorni, prorogabili per non oltre 120, presentando certificati medici o di degenza ospedaliera, oppure presentando una richiesta, dopo i 180 giorni, come "aspettativa generica" senza retribuzione e diritto a maturare alcun istituto contrattuale. Proroghe ulteriori i 120 giorni sono previste per i malati oncologici. I riposi settimanai saranno di 92 giornate annue.
L'ipotesi prevede che gli addeti alle sale da gioco possano operare su più posizioni/giochi e tavoli.
Viene inoltre confermata la piena discrezionalità aziendale per quanto attiene per esempio la gestione della Casa da gioco, la turnazione dei lavoratori, la gestione di valori di giochi minimi e massimi su ogni tavolo.
La quattordicesima non verrà corrisposta e non maturerà fino al 31 dicembre 2023 e quattro mesi prima della scadenza le parti si incontreranno per verificare se la si può ripristinare, anche, eventualmente, trasformandola.
Viene ridefinito il sistema premiale, sopprimendo l'ex premio di produzione di cui agli accordi del 28 dicembre 2005 e del 28 agosto 2006. Al suo posto, un nuovo premio di risultato annuale, a decorrere da febbraio, che sarà corrisposto al solo personale amministrativo. Se l'importo incassato sipererà i 57 milioni, la ripartizione dell'ammontare previsto sarà effettuata anche per i tecnici del gioco.
Le indennità del reparto gioco attualmente corrisposte vengono soppresse e sostituite con una nuova indennità di reparto che sarà pagata, mensilmente, per 12 mensilità, a tutto il personale di gioco polifunzionale che darà la disponibilità a operare in tale senso. L'importo medio sarà pari a 2.096 euro lordi, ma questo trattamento non sarà applicato ai lavoratori del 30/40 che hanno già trattamenti individuali complessivi di fatto superiori a quelli previsti negli altri reparti. Così pure, neanche ai lavoratori della ruota francese.
Quanto al lavoro notturno, la maggiorazione per ogni ora prestata dalle 22 alle 2 sarà pari al 15 percento e dalle 2 alle 6 al 20 percento. Sono prorogati, fino al 31 dicembre 2023, gli effetti dell'accordo del 10 luglio 2017.
 
I COMMENTI - Claudio Albertinelli (Savt), afferma: "Ancora una volta, con questo terzo referendum, i dipendenti dimostrano la loro maturità e l'attaccamento all'azienda. Ora speriamo che questo accordo permetta al concordato di andare in porto: è fondamentale che l'azienda continui a vivere e con il voto di oggi i dipendenti hanno lanciato un segnale forte anche ai creditori".
 
Walter Zampa, segretario regionale dell'Ugl, aggiunge: "Questo deve essere l'anno zero per la Casa da gioco di Saint Vincent. I lavoratori per l'ennesima volta dimostrano grande attaccamento all'azienda e al territorio, nell'augurio che la riorganizzazione e questo ulteriore sforzo economico e lavorativo possa portare in acque tranquille la situazione economica della Casa da gioco".
 
Giorgio Piacentini, segretario regionale della Fisascat Cisl, commenta: "Il risultato che c'è stato con ampia adesione sui votanti e sui voti, per noi è una soddisfazione. Abbiamo fatto un lavoro complesso e non dobbiamo dimenticaree da dove siamo partiti. Questa è stata una trattativa complessa e anomala, tutta posata su un concordato preventivo. Di fatto, comunque, al di là di tutto, 135 persone lasceranno il posto di lavoro. Per queste abbiamo cercato e ottenuto di causare meno danno possibile, è stato fatto un grande sforzo, sia da parte delle delegazioni sindacali che dell'azienda. Si fanno gli accordi possibili, non quelli che ci piacciono. In questa situazione era un accordo possibile, faticoso, sofferto ma l'unica via di uscita per tenere in piedi l'azienda. Ora tutto è in capo all'amministratore unico e agli asseveratori".
 
Il segretario regionale della Cgil, Vilma Gaillard, osserva: "Sono contenta del risultato: i dipendenti, anche se a fatica e con molta sofferenza, hanno valutato che era meglio un sì che dà la possibilità di andare verso la continuità aziendale, che non andare verso il fallimento. Lo scotto che i lavoratori devono pagare è pesantissimo, non solo dal punto di vista economico ma anche normativo, ma quello che in questo momento premeva era la salvaguardia dei posti di lavoro della maggioranza e la continuità aziendale. I lavoratori hanno dato prova di maturità e attenzione nei confronti di un'azienda che è al punto in cui si trova. Questa era l'unica alternativa possibile".
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