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Ccal Casinò Venezia, trattativa difficile sulla parte economica

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Prosegue non senza difficoltà la trattativa sul contratto di lavoro al Casinò di Venezia.

Lunga e difficile riunione quella di oggi 17 gennaio tra azienda, proprietà e sindacati, avente per oggetto il contratto collettivo di lavoro per i dipendenti del Casinò di Venezia che prenderà l posto del regolamento unilaterale entrato in vigore il 1° luglio del 2017. Se ci sono stati progressi per quanto riguarda la parte normativa, le posizioni restano distanti su quella econoomica. In particolare, i sindacati hanno presentato una proposta simile a quella della pre intesa che era stata poi bocciata tramite referendum, mentre azienda e proprietà hanno fatto presente che, dopo quelle pre intese, c'è stata la sentenza del giudice del lavoro che ha riconosciuto la validità del regolamento in essere, pur riconoscendo alcune lettere del vecchio contratto, per un totale di 1.100.000 di euro annui di maggior costo del lavoro rispetto al regolamento vigente, e che l'azienda sta corrispondendo anche a chi non ha presentato ricorso. Secondo azienda e proprietà, è dunque dal regolamento vigente, più il riconoscimento del giudice, che bisogna partire, e non da una proposta, quella della pre intesa, a cui i sindacati vorrebbero ora aggiungere anche il 1.100.000 di euro stabilito dal giudice. In questo modo i conti non tornerebbero più.

IL COMMENTO DI ZUIN - “Noi siamo seduti al tavolo e vogliamo trovare una soluzione, ma le pretese dei sindacati devono essere adeguate alle scelte che i lavoratori hanno fatto, ossia di fare causa. Causa tra virgolette persa, visto che è stata riconosciuta la legittimitàdel regolamento, e quindi non è che tutto possa tornare come prima”, afferma l'assessore al Bilancio e partecipate, Michele Zuin.
“Nel corso della riunione abbiamo anche riconosciuto che i buoni risultati ottenuti dalla Casa da gioco nel 2018 non sono solo il frutto dell'assessore e del management, ma anche dei lavoratori, che ringraziamo. Però bisogna ricoscere anche il ruolo dell'amministrazione e dell'azienda, che hanno tenuto la barra dritta, avendo così un casinò che è in utile, che non ha licenziato nessuno e che ha entrambi le sedi in attività. Una cosa non così scontata, guardando il panorama italiano, tenendo inoltre presente che gli incassi sono stati molto più alti sia del 2016 che del 2017, e così facendo, i dipendenti hanno anche ottenuto premi quasi quanti ne avevano con il vecchio contratto”.

IL PUNTO DI VISTA DEI SINDACATI - “La principale partita in campo è l'aspetto economico, su cui l'azienda intende mantenere le sue premesse con la pre intesa, scalata da quanto deciso dal giudice”, ammettono anche i sindacati. “ Sulla parte normativa abbiamo tenuto duro sull'orario di lavoro, sulle procedure di raffreddamento, temi su cui il giudice ci aveva dato ragione”.
 
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