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Finanziamento a Casinò St. Vincent, CdC condanna 18 consiglieri

  • Scritto da Amr

Pesante condanna da parte della CdC della Val d'Aosta per 18 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali per il finanziamento di 140 milioni di euro al Casinò di St. Vincent.

La Corte dei conti della Valle d'Aosta ha condannato a un maxi risarcimento di 30 milioni di euro (comunque inferiore rispetto al finanziamento erogato) 18 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali della Valle d'Aosta per il finanziamento di 140 milioni di euro al Casinò di Saint-Vincent. Tra i condannati gli ex presidenti della Regione Augusto Rollandin (4,5 milioni di euro) e Pierluigi Marquis (807mila euro).
Oltre ai due governatori, i condannati sono gli attuali consiglieri regionali Mauro Bacceca (4,5 milioni), Luca Bianchi, Stefano Borrello, Joel Farcoz, Antonio Fosson (presidente del Consiglio regionale), Claudio Restano, Emily Rini e Renzo Testolin, tutti a 807mila euro. Ancora, gli ex consiglieri Ego Perron (4,5 mln), Aurelio Marguerettaz e Marco Viérin (3 mln), David Follien, Giuseppe Isabellon, Leonardo La Torre, André Lanièce e Marilena Peaquin, tutti a 807mila euro.

Sono invece stati assolti il senatore Albert Lanièce, gli ex consiglieri Raimondo Donzel e Ennio Pastoret a cui viene revocato il sequestro cautelativo dei beni (confermato invece per tutti i condannati). Assolto anche il dirigente regionale Peter Bieler.

LA SENTENZA - Secondo il Collegio, come si legge nella sentenza, "gli atti del Consiglio e della Giunta regionale, che hanno deciso le erogazioni finanziarie in favore di Cava Spa, non possono essere ricondotti alla categoria degli atti politici". Inoltre, "la gestione del Casinò, pur se di grande rilevanza per l'economia della Regione, non può certo essere qualificata come essenziale per la tutela di interesso supremi dello Stato o, nel casop di specie, della Regione".

Secondo la Corte, inoltre, "il quadro normativo di riferimento" si prestava a diverse interpretazioni, "il che fa escludere ogni intento doloso in ordine alle decisioni assunte dai convenuti, rimanento a loro carico il profilo della colpa grave connesso a una valutazione di contesto che si è rivelata manifestamente errata sia nei presupposti che nelle scelte che ne sono derivate".

Quanto alla provvista messa a disposizione della Società dalla Regione, la CdC ritiene "si sia risolta in un'erogazione priva di effetti pratici e quindi da quantificare come danno erariale, non potendosi registrare nessun effettivo vantaggio per il Casinò e per l'economia regionale visto che, ad esempio, nel tempo si è dovuto comunque far ricorso a procedure di riduzione del personale".

 

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