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Casinò Campione, il Viminale incontra i sindacati

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Fissato indicativamente per il 18 ottobre un incontro al Viminale con i sindacati attivi al Casinò di Campione d'Italia.

Finalmente una data, anche se da formalizzare ufficialmente attraverso una convocazione. Dovrebbe comunque tenersi il 18 ottobre l'atteso incontro al Viminale con le organizzazioni sindacali e la rappresentanza sindacale unitaria del Casinò di Campione d'Italia, avente per oggetto, ovviamente, le soluzioni urgenti da trovare dopo la chiusura dello stesso e mentre scorrono inesorabilmente i giorni della procedura di licenziamento collettivo di tutti i suoi dipendenti.

Le richieste che i sindacati porteranno al tavolo del ministero dell'Interno sono chiare: la riapertura immediata della Casa da gioco e l'attivazione di ammortizzatori sociali, così da consentire una prima fase di avvio in maniera ordinata. I sindacati puntano anche a illustrare le specificità del territorio campionese e dei servizi presenti sul territorio, che sono assolti direttamente dal Comune, almeno sinora che c'è una pianta organica di 102 unità, destinata a diventare di 15 se non si troverà, anche su quel fronte, una soluzione che deroghi ai parametri imposti dalla legge sul rapporto tra numero di residenti e di dipendenti comunali.

L'attesa è dunque, sempre che ci sia (come si spera) la volontà in proposito, che il governo individui la modalità per la riapertura del Casinò. Le strade, a parte quella giudiziaria, sono essenzialmente due: o una deroga alla legge Madia oppure la nomina di un commissario straordinario, che sarebbe forse la soluzione, almeno dal punto di vista organizzativo, più semplice, dal momento che in Comune c'è già un commissario prefettizio, Giorgio Zanzi.

"Ovviamente poi nel lungo periodo non chiudiamo le porte all'avvio di un progetto nazionale sulle case da gioco - sottolinea Giovanni Fagone, membro della segreteria regionale lombarda dell'Slc Cgil - con l'unica condizione che restino sotto il controllo pubblico. No dunque, nel modo più assoluto, alla loro  proprietà privata, e tendenzialmente anche la gestione deve essere sotto il controllo pubblico, in quanto il gioco d'azzardo deve restare in un alveo protetto come sono appunto i casinò, garantendo così il controllo della filiera, degli introiti e della loro destinazione".

COMUNALI AL VIMINALE - La medesima convocazione, secondo quanto apprende Gioconews.it, sarà indirizzata anche alle organizzazioni sindacali e alla Rsu attive in Comune.

 

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