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Riordino partecipate Casinò Venezia, Sgb scrive a governo

  • Scritto da Amr

Il sindacato Sgb scrive ai ministri Tria e Bongiorno sul riordino delle società partecipate che fanno capo al Casinò di Venezia.

Le operazioni di riordino delle società partecipate collegate alla Casino Municipale di Venezia Spa sono in linea con quanto prevede il testo unico in materia, il decreto legislativo 175/2016?.
Questo il quesito che torna a sollevare il Sindacato generale di base che scrive al ministro dell'Economia e Finanze, Giovanni Tria, e a quello alla Semplificazione pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, sollevando delle osservazioni sulla Meeting & Dining Services Srl ed evidenziando come "ad oggi, 5 settembre 2018, il riordino sembra sempre essere sospeso".

Nella lettera, il sindacato chiede, in riferimento alla "ricognizione straordinaria, conclusasi in data 10 novembre 2017, prevista dal nuovo Testo enico delle partecipate introdotta con la riforma del ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia", se "nella rilevazione dei dati del quadro delle società partecipate, che le amministrazioni hanno stabilito di alienare o razionalizzare, sia pervenuta documentazione da parte del Comune di Venezia e/o dalla sua controllata Cmv relativamente alla controllata (100 percento) Casinò di Venezia Meeting & Dining Service Srl" e se sia stato verificato, "relativamente alla società Casinò di Venezia Meeting & Dining Service Srl la rispondenza di questa ai vincoli anche quantitativi, previsti dal testo Unico, in termini di fatturato, risultato economico e al divieto, per le partecipate, di fare attività d'impresa".

All'Sgb, scrive ancora il sindacato, risulta che "le amministrazioni pubbliche possano costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi o partecipare alle stesse solo quando ciò risulti strettamente necessario al perseguimento dei propri fini istituzionali, comunque con risultati di gestione (utili o perdite) che non siano in negativo per più di quattro anni consecutivi, diversamente dovrebbero provvedere alla dismissione della partecipazione".

Nel caso della M&D "i risultati di gestione (utili o perdite) risultano essere: 2007: più 6.684 euro, 2008: più 4.554, 2009: meno 395.097, 2010: meno 650.069, 2011: meno 659.157, 2012: meno 1.214.516, 2013: meno 1.075.919, 2014: meno 850.057, 2015: meno 1.025.702, 2016: meno 493.974, 2017: 1.143.904".

L'Sgb rileva inoltre che "nel 2007 se i ricavi delle vendite sono stati di 4.433.613 euro, nel 2016 di 8.613.876 e nel 2017 di 7.522.027 i ricavi delle vendite si sono come dire espansi ma anche le perdite; che nel 2016 i crediti verso controllanti (Cmv Spa), esigibili entro l'esercizio successivo, ammontavano a 3.892.235 euro e nel 2017 a 3.724.744 euro; che nelle informazioni generali sull'impresa (prima pagina bilancio 2017) risulta non essere una società in liquidazione; che il logo Casinò di Venezia è stato ceduto da Cmv SpaA. al Casinò di Venezia Meeting & Dining Service Srl e che Cmv Spa versa a questa una cifra significativa per poterlo utilizzare; che Cmv Spa paga a prezzo pieno i servizi per l'ospitalità alla clientela forniti da Casinò di Venezia Meeting & Dining Service Srl; che nonostante questo dal 2009 al 2017 Casinò di Venezia Meeting & Dining Service Srl chiude i bilanci in passivo;  che tra le regole del testo Unico sulle società pubbliche per le partecipate sia fatto divieto di fare attività d'impresa (art. 4 D.lgs. 175/2016) risulta che Casinò di Venezia Meeting & Dining Srl si sia aggiudicata la gara bandita dalla Fondazione Musei civici per la gestione delle 4 caffetterie museali".

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