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Nuovo Ccal al Casinò Venezia, lavoratori in assemblea e Ooss spaccate

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Indette due assemblee al Casinò di Venezia per discutere della firma del nuovo Ccal, divisioni tra le organizzazioni sindacali.

In vista e in considerazione dell'incontro di domani 13 marzo, quando proprietà, azienda e sindacati metteranno a punto gli ultimi dettagli del nuovo contratto aziendale di lavoro (da cui è stato eliminato il contestato addendum), doppia assemblea generale dei lavoratori al Casinò di Venezia. 

La prima, precedente l'incontro con la parte datoriale, è stata proclamata dalle sigle Cisl, Ugl, Uil e Siam per lunedì 12 marzo presso la sede di Ca' Noghera ed è programmata dalle ore 19.30 alle ore 21.00. La seconda, invece successiva a tale incontro con azienda e proprietà, è stata proclamata dalle sigle Cgil, Snalc e Rlc per mercoledì 14 marzo dalle ore 10.30 alle ore 13.30 sempre presso la sede di Ca' Noghera.
Doppia assemblea, a dimostrazione, ma non è certo cosa nuova, della divisione tra i vari sindacati attivi presso la Casa da gioco. Ma certamente sorprende che Cisl e Ugl abbiano deciso di indire a prima assieme con Uil e Siam, visto che inizialmente avevano presentato una piattaforma sindacale assieme con Cgil, Snalc e Rlc, che invece la terranno mercoledì. C'è però da ricordare che da un pezzo l'Ugl aveva abbandonato la piattaforma, e che anche la Fisascat ne aveva preso le distanze, chiedendo, una volta che azienda e proprietà avevano raggiunto un sostanziale accordo con Cgil, Snalc e Rlc, di tornare al tavolo della trattativa, e non solo per parlare del contestato addendum (che subordinava l'ottenimento del 100 percento del premio di risultato alla rinuncia individuale, da parte die lavoratri, a cause di lavoro in essere o future, in caso contrario ne avrebbero percepito solo il 10 percento), ma anche altri aspetti del contratto.

“La nostra assemblea – spiega Enrico Gianolla, della Fisascat Cisl – arriva alla vigilia della possibile firma di un nuovo contratto, anche se così come è stato formulato è difficile che come sigla lo firmeremo. Pretendiamo infatti garanzie occupazionali, che forse arriveranno ma che nella bozza che ci ha spedito l'azienda non sono previste. Inoltre, non siamo assolutamente d'accordo sulla clausola contrattuale che è stata inserita al momento di decidere di eliminare l'addendum, ossia che in caso di vittoria da parte dei lavoratori delle cause, si tornerà a trattare sul premio di risultato. In ogni caso, prima di andare a firmare vanno sentiti i lavoratori, tutti. Mentre le altre sigle hanno inizialmente indetto un'assemblea solo per i loro iscritti: solo dopo, quando qualcuno probabilmente gliel'ha fatto notare, hanno allargato la partecipazione a tutti i lavoratori. Resta il fatto che la terranno il giorno dopo, quindi a giochi fatti, o quasi, visto che poi è previsto un referendum. Contestiamo questo metodo di agire”.
 
LA REPLICA DELLA CGIL - Di diverso avviso l'opinione dell'Slc Cgil che, per voce di Matteo Matteuzzi, evidenzia come l'assemblea non sia mai stata riservata ai soli iscritti e che la dicitura iniziale facesse  riferimento a iscritti e non iscritti e interessati, ovvero tutti i dipendenti. Poi, scende nel dettaglio dei contenuti: "Già un paio di settimane fa, come Slc Cgil, Snalc Cisal  e Rlc abbiamo tenuto un'assemblea e abbiamo chiesto per alzata di mano il mandato a proseguire nella trattativa. Successivamente abbiamo avuto un'altra sessione di trattativa con azienda e proprietà e un'altra ce ne sarà domani. In quella sede limeremo qualcosa del contratto e miglioreremo il prodotto finale che abbiamo già sottoposrto ai dipendenti. Non firmeremo nulla che non sarà sottoposto all'esito del referendum. Tutte le sigle sindacali parteciparanno a un incontro, quello di domani, che la proprietà ha definito come l'ultimo possibile per arrivare a una soluzione, che sarà posta in assemblea il giorno dopo tra tutti i lavoratori, mentre contestualmente ci sarà l'apertura del referendum che durerà quattro giorni e che darà validità o meno al contratto. Chi attacca oggi le tre sigle sindacali che responsabilmente e con la preoccupazione della tenuta dei posti di lavoro si sono spese per arrivare a un contratto aziendale di lavoro pattuito tra le parti, dimentica di dire che la frattura all'interno del'azienda c'è stata solo ed esclusivamente quando si è parlato della distribuzione del premio di risultato, perché qualcuno voleva mantenere senza limiti di tempo una differenza tra gli assunti ante e post '99. Viceversa, le tre sigle sindacali, in modo equilibrato hanno trovato nella loro proposta condivisa con la proprietò un riconoscimento alla platea dei lavoratori ante '99, pur consci del fatto che questa differenza negli anni si dovesse via via azzerare".
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