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Milleproroghe, la soglia per l'uso del contante torna a 2mila euro

Un sospiro di sollievo per i casinò: per il 2022, la soglia per l'uso del denaro del contante torna a 2mila euro.

Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato quattro emendamenti identici al decreto Milleproroghe che riportano per il 2022 a quota 2mila euro, la soglia massima per l'utilizzo del denato contante. Il tetto massimo era sceso a mille euro dal 1° gennaio 2022 ma ora l'entrata in vigore della soglia più bassa è slittata al primo gennaio 2023.

A presentare gli emendamenti, i deputati Paolo Trancassini (FdI), Massimo Bitonci (Lega), Maurizio Lupi (Noi con l'Italia) e Mauro D'Attis (Forza Italia).

Ovviamente questa disposizione, passata con un solo voto di differenza grazie a quelli favorevoli di Lega, Forza Italia e di Fratelli d'Italia (mentre il governo aveva espresso parere contrario) e dopo una controprova nominale dopo la votazione appena svolta, riguarda tutti e non è una misura ad hoc per i casinò. Tuttavia, le case da gioco guardano con grande favore all'innalzamento della soglia del contante, viste le già rigorose operazioni di registrazione della clientela messe in atto.

IL DIBATTITO NELLE COMMISSIONI - Nella discussione che ha preceduto il voto, il deputato della Lega Claudio Borghi giudica "del tutto inopportuna l’introduzione di limitazioni all’utilizzo del contante, anche in considerazione del fatto che, nel caso di acquirenti residenti in zone prossime alla frontiera che vogliano tener riservato il proprio acquisto, tali limitazioni finirebbero per favorire le imprese dei Paesi confinanti rispetto a quelle italiane" e sottolinea "come sia del tutto contraddittorio da un lato aver messo in circolazione miliardi di crediti fiscali attraverso provvedimenti, i cosiddetti 'bonus', volti proprio a facilitare la circolazione del denaro, e dall’altro introdurre limitazioni all’uso del contante che peraltro sono del tutto inefficaci ai fini del raggiungimento degli obiettivi che perseguono".

Di analoga opinione il deputato Trancassini, che rileva come questi emendamenti, considerati dal suo gruppi come "particolarmente qualificanti", recepiscano "sollecitazioni provenienti dal mondo delle imprese. L’introduzione di limitazioni all’uso del contante isolerebbe il nostro Paese dal mercato mondiale e andrebbe ad aggiungersi ad altre limitazioni, come l’obbligo del possesso del green pass, penalizzando le nostre imprese rispetto a quelle concorrenti di altri Paesi" e anche "in Germania, che pure è un Paese considerato un modello da alcune forze politiche della maggioranza, non è prevista alcuna limitazione all’uso del contante". Inoltre, "la circolazione del contante non ha relazione con l’evasione fiscale, in quanto gli evasori fiscali utilizzano una sorta di circuito parallelo a quello dello Stato".

Da parte sua, Alessandro Colucci (M-Nci-Usei-Rac), sottolinea che gli emendamenti "non recano alcuna nuova disposizione, ma si limitano a rinviare di un anno la scadenza per le limitazioni all’uso del contante. Si tratta di una misura che, in questo momento di crisi determinato dalla pandemia, potrebbe giovare moltissimo alle imprese in difficoltà".

IL TESTO DELL'EMENDAMENTO ALL'ARTICOLO 13
Dopo il comma 6, aggiungere il seguente:
6-bis. All’articolo 49, comma 3-bis, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, le parole: « 31 dicembre 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2022 » e le parole: « 1° gennaio 2022 » sono sostituite dalle seguenti: « 1° gennaio 2023 ».
* 3.144. Trancassini, Prisco, Lucaselli, Montaruli, Rampelli, Albano, Bucalo, Deidda,
Cavandoli.
* 3.269. Bitonci, Bellachioma, Claudio Borghi, Vanessa Cattoi, Cestari, Comaroli,
Frassini, Patassini, Paternoster, Di Muro, Fogliani, Iezzi, Invernizzi, Ravetto, Stefani, Tonelli, Ziello, Boldi, Gusmeroli, Cavandoli.
* 3.374. Lupi.
* 3.439. D’Attis, Squeri, Pella, Calabria, Milanato, Paolo Russo, Sarro, Tartaglione,
Gentile, Cannizzaro, Prestigiacomo, Torromino, Porchietto, Polidori, Giacometto, Spena.

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