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Toti: 'Casinò e giochi al via dal 10 giugno'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Arriva l'ordinanza del governatore della Regione Liguria che anticipa il riavvio delle attività, tuttavia già disciplinato dal ministero della Salute.

Continua a calare "l’incidenza con i dati che ci confermano sempre più in zona bianca" e "ho firmato l’ordinanza, anticipando il decreto" per cui da mezzanotte del 10 giugno "potranno riaprire parchi tematici e di divertimento (attività di spettacolo viaggiante, parchi avventura e centri d’intrattenimento per famiglie), piscine e centri natatori in impianti coperti, centri benessere e termali, feste private anche conseguenti alle cerimonie civili e/o religiose all’aperto e al chiuso, fiere (comprese sagre e fiere locali), grandi manifestazioni fieristiche, congressi e convegni, eventi sportivi aperti al pubblico, sale giochi e scommesse, sale bingo e casinò, centri culturali, sociali e ricreativi e corsi di formazione". Lo afferma il governatore della Liguria Giovanni Toti, nel commentare la firma dell'ordinanza con cui dispone il riavvio anticipato delle attività in zona bianca, da oggi 10 giugno.

In realtà, le attività di gioco in Liguria hanno riaperto il giorno 7, in virtù non solo dell'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che sanciva l'ingresso della Regione in zona bianca a far data appunto dal 7 giugno, ma anche di quella che recepiva l'accordo raggiunto con la Conferenza delle Regioni, secondo il quale, appunto, in zona bianca giochi, scommesse, bingo e casinò possono riaprire.

C'è da dire che nelle scorse settimane il dibattito sulla riapertura di giochi e casinò in zona bianca era stato animato: c'era chi sosteneva che una volta che il ministro avesse firmato l'ordinanza con cui si disponeva il passaggio della regione "X" alla zona bianca, essi avrebbero potuto automaticamente riaprire, altri che servisse un'ordinanza apposita di recepimento da parte del governatore della regione "X".

Finora, sono sette le regioni che sono passate in zona bianca. Le prime a farlo sono state Sardegna, Molise e Friuli Venezia Giulia, i cui rispettivi governatori hanno firmato le rispettive ordinanze che mettono nero su bianco il fatto che i giochi potessero riaprire.

Nella seconda "tornata", sono diventate bianche Abruzzo, Liguria, Veneto e Umbria. Il governatore veneto Luca Zaia il 5 giugno ha firmato l'ordinanza di riapertura di giochi e casinò (oltre che naturalmente di altre attività). Il collega dell'Abruzzo Marco Marsilio e quella umbra Donatella Tesei non l'hanno ancora fatto.

Per completare il quadro, e per avvalorare la tesi di un "automatismo" dell'apertura dei giochi in zona bianca (e per estensione anche i casinò, assimilati dai vari provvedimenti a giochi, scommesse e bingo) c'è che l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, "nell’attesa dell’ordinanza del ministero della Salute che “dettaglierà le regole da seguirsi e la tempistica per le riaperture delle attività economiche nelle cosiddette 'zone bianche'" aveva ritenuto a fine maggio "necessario riesaminare le direttive che, con specifico riferimento al settore degli apparecchi da intrattenimento, sono state in precedenza emanate in considerazione della decretata sospensione delle anzidette attività”.

 

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