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Canesi: 'Casinò, nessuna rinuncia a crediti da parte del Comune'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il sindaco di Campione d'Italia Roberto Canesi sottolinea come l'ente non si sia assunto oneri o impegni di finanziamento o contributo nei confronti del Casinò.

"Al di là delle posizioni assunte, sulle quali esprimo massimo rispetto, mi pare importante riportare alcuni fatti alla loro esatta rappresentazione, al fine di evitare una loro interpretazione errata e non conforme a realtà". Lo afferma il sindaco di Campione d'Italia Roberto Canesi, in riferimento alle dichiarazioni di voto dei due consiglieri di minoranza Simone Verda e Marco Boffa (Campione 2.0) circa gli indirizzi da dare all’assemblea della società Casinò di Campione Spa.
"Dalla lettura dell’intervento riportato parrebbe che il Comune di Campione d’Italia si sia assunto oneri o impegni di finanziamento o per contributi nei confronti della società stessa. Ma ciò non corrisponde a verità ed è espressamente smentito dalla stessa delibera del consiglio comunale", sottolinea Canesi.

Infatti, cita il primo cittadino, "l’atto di indirizzo approvato dal consiglio comunale riporta: 'La determinazione dei contributi che saranno dovuti dalla Casa da gioco in conformità all’art. 9 della vigente convenzione nel periodo 2022 – 2026, che l’Ente comunale ha previsto e fissato in conformità con il proprio ultimando piano di riequilibrio economico finanziario pluriennale, dandosi atto che la suddetta richiesta ha ottenuto l’approvazione da parte dell’organo amministrativo della società, che ha giudicato tali contributi annui compatibili con il proprio piano concordatario, impegnandosi a darne conseguente rilevazione contabile'".

Quindi, sottolinea Canesi, "non certo contributi o comunque somme versate e/o riconosciute dal Comune alla partecipata società Casinò, ma esattamente il contrario, in ossequio alla vigente convenzione".
Inoltre, "l’espressa indicazione di principio da parte del consiglio comunale di non voler rinunciare, nemmeno in parte, ai crediti vantati dal Comune di Campione d’Italia nei confronti della società Casinò di Campione Spa.
Deve pertanto smentirsi quanto esposto circa un presunta volontà di accollo da parte del Comune di debiti della Casa da gioco e/o di rinuncia ai propri crediti".

Canesi osserva, ancora: "L’indicazione riferita successivamente dai due consiglieri di minoranza che la società 'che gestisce il Casinò, come emerge dalla vicenda pendente innanzi al Tribunale di Como, non è in grado di avere un suo equilibrio economico finanziario' è sicuramente coerente con le tragiche vicende del passato, ma dovrà essere del tutto rivalutata alla luce dei dati del piano economico finanziario che i professionisti incaricati dalla società stessa andranno a inserire nel piano concordatario e che sarà compito del Tribunale di Como vagliare e giudicare. Salvo che (ma non voglio pensarlo) gli stessi consiglieri del Comune, in un impeto di incomprensibile autolesionismo, non vogliano aprioristicamente optare per la definitiva cessazione dell’attività della Casa da gioco di Campione d’Italia, cancellando automaticamente entrate a favore del Comune e degli Enti territoriali, rilevante occupazione locale e il possibile recupero dei crediti pregressi!".

 

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