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Nuovo Dl: si allontana riapertura Casinò St. Vincent

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il consiglio dei ministri proroga di un mese il divieto di spostamento tra regioni, una decisione che pesa soprattutto sul Casinò di St. Vincent.

Proroga del divieto di spostamento tra regioni: dal previsto (e peraltro già posticipato) 25 febbraio, fino al 27 marzo.
Questa la decisione che il consiglio dei ministri, convocato per la mattina di oggi, lunedì 22 febbraio, è chiamato a prendere, nel discutere i contenuti del decreto legge recante "Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19".
Una decisione che, al di là di quelle che seguiranno circa le riaperture delle attività attualmente sospese (come il gioco fisico) fino al 5 marzo, suona già come definitiva, almeno per quanto riguarda il Casinò di Saint Vincent, rendendo di fatto inutile e anzi addirittura dannoso poter riaprire prima di quella data.

Come noto, e come evidenziato anche la scorsa settimana, quando si ventilava il passaggio (poi sfumato, almeno stavolta) della regione a zona bianca, il Casinò per poter essere redditizio ha bisogno della clientela che viene da fuori regione, tanto più che ai valdostani è precluso l'accesso ai tavoli. Quindi, senza potersi spostare tra una regione e l'altra senza un valido motivo (e difficilmente "giocare" può essere annoverato tra quelli validi), e per di più anche con il coprifuoco dalle 22 alle 5, la decisione, anche la scorsa settimana, era stata presa: nessuna riapertura in queste condizioni.

Un discorso differente può e deve essere fatto per gli altri due casinò: la clientela del Casinò di Venezia è per circa il 60 percento di provenienza dalla regione, quindi riaprire, anche in caso di spostamenti vietati, potrebbe essere come minimo un'opzione da valutare con attenzione.

Stesso ragionamento, anche in mancanza di commenti ufficiali da parte di proprietà e azienda, può valere per il Casinò di Sanremo, altra struttura che ha assoluta esigenza di ripartire, magari, in una prima fase, lavorando con una clientela locale, tenendo inoltre presente che è l'intero settore turistico a dovere fare i conti con le conseguenze, ovviamente fortemente limitanti, che derivano dal perdurare del divieto di spostarsi tra una regione e l'altra.


VERSO IL NUOVO DPCM - In questo contesto, non omogeneo, si colloca l'emanazione del Dpcm che dirà quali attività possono riaprire e quali no: certamente il gioco è tra i temi "caldi" e ancora di più è tra quelle che sono state più penalizzate dalle misure adottate dal Governo Conte 2. Un settore che ha fortemente bisogno di ristori adeguati, provvedimenti che, nel caso specifico dei casinò, devono essere estesi anche alle loro proprietà.

In vista del nuovo Dpcm, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. ha trasmesso ai ministri Mariastella Gelmini e Roberto Speranza un documento contenente "prime proposte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome".

Tra esse, si sottolinea che "in via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori, deve anche attivare gli indennizzi e salvaguardare le responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento. A tal riguardo, si rende opportuno l’ampliamento della cabina di regia ai Ministri dello Sviluppo economico, dell’Economia e degli Affari regionali al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese".

È necessario, inoltre, "condividere maggiormente i provvedimenti e garantire sempre i risarcimenti sia nel caso di provvedimenti restrittivi di livello nazionale che regionale. In questo contesto appare assolutamente necessario procedere ad un chiarimento sulle competenze statali e regionali al fine di allinearne la tempistica e la relativa efficacia".

 

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