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Milleproroghe a volata finale, sì in commissione a norme su Campione

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Le commissioni riunite della Camera ultimano i lavori del Milleproroghe, parere favorevole all'emendamento su Campione.

Atteso in Aula lunedì 22 febbraio alle ore 10, il disegno di conversione in legge del decreto Milleproroghe. In vista dell'arrivo, le commissioni Affari costituzionali e Bilancio ultimano il loro esame delle proposte emendative al testo, che hanno superato la prima scrematura, quella della "segnalazione", e poi che sono state indicate come "prioritarie".

E in questo contesto, una buona notizia, arriva per l'unica proposta di modifica superstite che si riferisce a Campione d'Italia, quella a firma dei deputati del Pd Braga, Lorenzin e Fragomeli. Il presidente e relatore per la prima commissione, Giuseppe Brescia, ha infatti espresso parere favorevole all'emendamento, purchè con riformulazione.

Ecco cosa prevede l'emendamento riformulato, e che ha la finalità di prorogare al 2027 il criterio su cui calcolare l'anticipazione di tesoreria e di prorogare di un anno i benefici previsti per chi investe a Campione d'Italia, soprattutto alla luce del fatto che nel 2020 non c'è stato quasi nessuno che è venuto a investire a causa della pandemia.

IL NUOVO TESTO
Dopo il comma 11, aggiungere i seguenti:

11-bis. Per i comuni interamente confinanti con Paesi non appartenenti all’Unione europea, la disposizione di cui all’articolo 1, comma 555, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, è prorogata all’anno 2027 alle medesime condizioni di cui all’articolo 1, comma 547, della citata legge n. 160 del 2019.

11-ter. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 576-bis è sostituito dal seguente: « 576-bis. In deroga al comma 576, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2021, le agevolazioni di cui ai commi 573, 574 e 575 si applicano nel limite dell’importo di 1.800.000 euro per ogni impresa. Tale limite è di 270.000 euro per ogni impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 225.000 euro per ogni impresa attiva nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli »;

b) il comma 577-bis è sostituito dal seguente: « 577-bis. Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2021, alle imprese che effettuano gli investimenti di cui al
comma 577 il credito d’imposta è riconosciuto, in deroga alle disposizioni del medesimo comma 577, in misura pari ai costi sostenuti nel limite dell’importo di 1.800.000 euro per ogni impresa. Tale limite è di 270.000 euro per ogni impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 225.000 euro per ogni impresa attiva nel
settore della produzione primaria di prodotti agricoli ».

3.87. (Nuova formulazione) Braga, Fragomeli, Lorenzin.

 

 

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