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Comune Campione: 'Redazione concordato, serve più tempo'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

L'amministrazione comunale di Campione dà conto di quanto si sta facendo sul fronte della riapertura del Casinò.

L'amministrazione comunale, unica socia della Casino di Campione Spa, è stata "costantemente informata in merito alla gestione del procedimento prendente avanti al Tribunale di Como. La Società e i consulenti nominati hanno lavorato alacremente ma occorre assolutamente più tempo".

Lo sottolinea in una nota l'amministrazione comunale, secondo la quale "il termine di quindici giorni pur apprezzabilmente concesso dal Tribunale per l'aggiornamento dell'accordo di ristrutturazione, ormai del tutto superato in quanto realizzato oltre due anni e mezzo orsono prima della dichiarazione di fallimento, è risultato troppo breve per consentire tale attività".

La Società del resto "ha avuto modo di tornare nella disponibilità dell'immobile che ospitava il Casinò dopo quattro giorni l'avvio del predetto termine ed ancora oggi non è potuta entrare nel possesso di tutti i beni di sua proprietà per problemi burocratici relativi alla trascrizione della sentenza che disponeva l'annullamento della dichiarazione di fallimento.

Sono state tuttavia avviate immediatamente le attività necessarie alla redazione del piano concordatario aggiornato ed individuate le figure degli advisors e dell'attestatore".

Le "prime rilevazioni effettuate, pur necessitando di approfondimenti, evidenziano la sostenibilità del progetto di risanamento della società con la ripresa dei flussi finanziari a favore del Comune di Campione e l'assolvimento in termini apprezzabili dell'indebitamento pregresso nei confronti di tutti i creditori secondo i rispettivi diritti.

Assolvimento che risulta in ogni caso in entità ben più elevata rispetto a quanto ottenibile dal fallimento della Casa da Gioco e con la definitiva cessazione della sua esistenza. La società è infatti in grado di generare notevoli utilità economiche se messa in condizione di riattivare la propria attività garantendo un'idonea occupazione locale".

Il Comune così prosegue: "Indicative in tal senso sono state le numerose proposte giunte da parte di istituti di credito e soggetti di fama nazionale ed internazionale specializzati nel settore dei giochi e scommesse disponibili a affiancare e finanziare con risorse economiche estremamente rilevanti la società, nel rispetto delle previsioni di legge, per la esecuzione del piano concordatario che consentirebbe la ripartenza del Casino.

Nella giornata di ieri (19 gennaio Ndr)  la società ha conseguentemente chiesto al Tribunale di Como la concessione di un termine congruo per proseguire e completare le predette attività in conformità a quanto previsto da una recente norma dello scorso aprile (contenuta nel D.L. n. 23/2020 c.d. Decreto liquidità) relativa alle procedure concordatarie finalizzata ad aggiornare e ripresentare i piani concordatari in considerazione delle ripercussioni economiche e degli effetti distorsivi della pandemia tuttora in corso".

Subordinatamente "la società ha chiesto la concessione di un termine per la presentazione di una domanda di concordato ex novo come consentito dalla legge.

Attendiamo conseguentemente la prossima udienza del 1° febbraio, auspicando che le richieste avanzate possano trovare pieno accoglimento da parte del Tribunale, consentendo la realizzazione di un piano rigoroso in grado di riavviare, magari in coincidenza con il termine della pandemia, l'attività della Casa da gioco e con essa l'economia della nostra enclave e il fondamentale recupero del livello occupazionale del nostro territorio".

 

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