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Covid e casinò: spostamenti tra regioni vietati fino al 15 febbraio

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il nuovo decreto legge anti Covid prolunga il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio.

Ovviamente ora l'attesa è per il Dpcm che dettaglierà quali sono le attività che potranno riaprire dal 16 gennaio e quali invece resteranno sospese, come probabilmente sarà il destino del settore del gioco nel suo complesso. Intanto, però, una prima doccia fredda per i casinò, per quanto prevista, arriva dall'approvazione da parte del consiglio dei ministri di ieri, mercoledì 13 gennaio, recante "Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e di svolgimento delle elezioni per l’anno 2021".

Il decreto conferma infatti, fino al 15 febbraio 2021, "il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute" mentre "è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione".

Sicuramente andare a giocare non figura tra i motivi di esenzione dal divieto, e questo, anche se non impedirebbe formalmente la riapertura dei casinò, la renderebbe certamente assai poco redditizia, visto che gli stessi si rivolgono soprattutto a una clientela non residente. Nel caso della Valle d'Aosta, inoltre, l'accesso ai tavoli è vietato ai residenti, che possono invece giocare alle slot in una sala loro adibita.

LE ALTRE MISURE - Inoltre, dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale "è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti; qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia".

Resta la possibilità, purtroppo per ora solo teorica, dell'istituzione di una cosiddetta area “bianca”, "nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di 'tipo 1', un livello di rischio 'basso' e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area 'bianca' non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con Dpcm, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico".

Con queste limitazioni, pare purtroppo evidente che l'attività dei casinò non potrà riprendere nell'immediato a pieno regime: una consapevolezza già raggiunta dalle proprietà, Regione Valle d'Aosta e Comuni di Sanremo e Venezia, che infatti nel documento comune inviato al Governo hanno puntato l'attenzione pure sull'esigenza di ristori adeguati.

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