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Coprifuoco in arrivo in Italia: casinò in attesa

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Trattative e riflessioni sulle misure da adottare in Italia per combattere la seconda ondata di contagi: tremano i casinò.

Trattativa notturna e liti all'interno della compagine governativa, sulle misure da adottare per contrastare la seconda ondata di contagi, evitando, allo stesso tempo, un secondo lockdown su base nazionale, uno scenario che anche Confcommercio teme fortemente.
Già ieri, venerdì 17 ottobre, sembrava possibile che il premier Giuseppe Conte emanasse un nuovo Dpcm, per disporre il coprifuoco alle ore 22, soprattutto alla luce del fatto che è stata superata la soglia dei 10mila nuovi contagi giornalieri.

Ora i tempi per l'emanazione del nuovo provvedimento, anche se il Pd invita il premier ad "agire senza indugio" si sono allungati, ma è certo che questa possibilità resta concreta. E che importanti decisioni potrebbero essere prese e annunciate già entro il fine settimana, anche se prende corpo l'idea che il Dpcm sarà pronto non prima di lunedì.

Il coprifuoco, quindi chiusura di tutti i locali (tranne quelli di prima necessità tipo le farmacie, ma assai difficilmente le location di gioco potranno essere ritenute tali) riguarderà nel caso anche i casinò, che già adesso hanno dovuto adeguarsi alle disposizioni previste nell'ultimo Dpcm, che impone la chiusura di bar e ristoranti alle ore 24.
Tuttavia, lo stesso Conte teme le conseguenze economiche di una chiusura anticipata alle ore 22 e ben conosce la stanchezza dei cittadini, e si sta valutando di estendere l'orario alle 23, mentre nel fine settimana, si sta ragionando, le misure potrebbero essere più restrittive, visto che ovviamente la "movida" e i relativi assembramenti si concentrano proprio nei giorni festivi e prefestivi.

Ma al di là degli orari c'è uno scenario ancora più preoccupante per il settore e sul quale si sta riflettendo, ossia la serrata dei negozi considerati non essenziali e delle sale gioco.
In occasione del precedente lockdown, i casinò erano stati assimilati alle sale gioco che fanno capo diretto all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, e questo "modello" potrebbe essere riproposto anche nella discussione in atto, dove ovviamente entrano anche altri importanti elementi, che tuttavia non riguardano direttamente il gioco, come le scuole, lo smart working o la stretta agli sport di contatto gestiti da società dilettantistiche.

 

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