Logo

Campione, il viceministro Misiani studia i problemi dell'enclave

Sul tavolo del viceministro dell'Economia Antonio Misiani le problematiche di Campione d'Italia.

Dopo l'incontro di lunedì scorso in Prefettura a Como, il viceministro dell'Economia Antonio Misiani ancora al lavoro sulle numerose e intricate problematiche di Campione d'Italia. Sul tavolo del viceministro, secondo quanto apprende Gioconews.it, sarebbe infatti pervenuta ulteriore documentazione su quanto si verrà a creare soprattutto con l'imminente ingresso di Campione nel territorio doganale dell'Unione europea, sia per i cittadini che per le attività economiche.

LA QUESTIONE TARGHE - Lo scritto al vaglio di Misiani evidenzia, per esempio, le conseguenze per quanto riguarda i mezzi di trasporto targati Ti e intestati a privati o attività economiche. Da sempre, infatti, le auto dei soggetti residenti a Campione sono targate Ti, soprattutto per una questione di semplicità e vicinanza all’Ufficio Cantonale della Circolazione. L’entrata in vigore della Direttiva crea notevoli problemi e da qui nasce il suggerimento che per non aggravare ulteriormente la difficile situazione della comunità campionese si dovrebbe trovare la possibilità di lasciare ai soggetti campionesi la possibilità di targare Ti i propri mezzi di trasporto e che andrebbe anche data l’opzione di poter targare i mezzi di trasporto in Italia.

L'ILCCI - Quanto all'imposta locale sui consumi, introdotta con il disegno di legge di bilancio 2022-2022, secondo i sottoscrittori del documento, essa rischia di entrare in vigore il 1° gennaio 2020 in una situazione di caos. Si propone dunque di studiare l’opzione di rimandarne di un anno l’entrata in vigore in modo da poter mettere a punto quei provvedimenti (a livello Mef e Comune).

LE ACCISE - L’entrata nel territorio doganale Ue, sia pure restando fuori dall’applicazione dell’Iva, comporta che a Campione d’Italia entrerà in vigore il regime delle accise. Ciò, se non verrà guidato con accortezza , rischia di provocare altri problemi: le accise ad esempio gravano sulle bollette elettriche (oggi esenti) che già senza accise comportano costi dell’elettricità tripli rispetto alla vicina Svizzera, per non parlare del gasolio da riscaldamento (a Campione non c’è il gas). L'invito è dunque a pensare di rimodulare il sistema delle accise per tenere conto delle specificità campionesi, e nel frattempo sospenderne l’applicazione, oppure a trovare un’altra soluzione per non peggiorare ulteriormente lo standard di vita dei campionesi e delle attività economiche.

LE IMPOSTE DIRETTE E IL CREDITO D'IMPOSTA - Quanto alla riduzione del 50 percento delle imposte dirette calcolate in base all’art. 188 bis Tuir, durata 5 anni, applicabile solo ai soggetti presenti nell’enclave al 20.10.2019, e al credito d’imposta del 50 percento in relazione a determinati nuovi investimenti, durata 5 anni, applicabile solo ai soggetti presenti nell’enclave al 20.10.2019, disposizioni previste nel Ddl di bilancio, la documentazione inviata a Misiani evidenzia che esse rischiano di non produrre i risultati sperati, in quanto escludono i soggetti non operanti a Campione alla data del 20.10.2019. A quella data c’erano Aziende che chiudevano e residenti che lasciavano Campione, la durata di 5 anni è assolutamente insufficiente e va portata a 10 anni, occorre sganciare Campione dall’applicazione del regolamento dei de minimis sugli aiuti di Stato sia in riferimento all’art. 70, sia in riferimento all’art. 188bis del Tuir. Con riferimento alla Carta degli Aiuti a Finalità Regionale, attualmente è in vigore la Carta 2014-2020. Nel 2016 l’Italia ne ottenne una modifica, per gli anni 2017-2020, per inserire alcune aree della Sardegna. Considerato che l’anno prossimo la Commissione dovrà mettere a punto la Carta degli Aiuti a Finalità Regionale per il periodo 2021-2027 è presumibile che Campione potrà essere inserita solo per il periodo 2021-2027 (sempre con la speranza che il regolamento dei de minimis non venga applicato).

LA CHIUSURA DEL CASINO' - Nel documento si sottolinea che è opportuno che questo delicato aspetto venga approfondito quanto prima anche perché il Casinò è chiuso dal luglio 2018, quasi tutti i dipendenti comunali sono stati licenziati, e il Comune non paga gli stipendi (salvo qualche mensilità) dalla primavera del 2018.
Nel 2018, tra Comune e Casinò, sono stati così persi quasi 600 posti lavoro, qualche altra decina è stata persa a seguito della chiusura di attività economiche campionesi, il tutto su una popolazione residente di meno di 2.000 abitanti. Se si vuole veramente far rinascere e sviluppare Campione d’Italia si deve essere in condizione di offrire condizioni fiscali e parafiscali simili a quelle offerte dalla Svizzera, altrimenti nessuno verrà ad investire nell’exclave. Diventa quindi determinante ridurre anche il livello degli oneri sociali da applicare a Campione.

 

© Copyright 2017 GiocoNews.it powered by GNMedia s.r.l. P.iva 01419700552, Tutti i diritti riservati

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.