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Pulz (Adu-Vda): 'Casinò St. Vincent, bilancio fa acqua ovunque'

La consigliera regionale valdostana Daria Pulz critica il progetto di bilancio 2018 del Saint Vincent Resort & Casino e le politiche della Lega in proposito.

"Perché chiedere l'approvazione del bilancio della Casinò de la Vallée quando è chiaro che quel bilancio fa acqua da tutte le parti?" È quanto si chiede la consigliera del gruppo Adu-VdA Daria Pulz a fronte della presa di posizione della Lega VdA sulla Casa da gioco di Saint-Vincent, e prosegue: "Votare a favore di chi propone soluzioni semplicistiche può essere molto pericoloso per tutti. E con la Lega di Salvini in Valle d'Aosta il rischio è altissimo, non solo per le imprescindibili questioni etiche. Sul Casinò ci avevano promesso 'niente più soldi pubblici'. Ma era un giochino da bari. E ora che rischia di venir fuori, i leghisti iniziano ad agitarsi".

Secondo Pulz "il commissario giudiziale Ivano Pagliero lo ha detto chiaramente: per approvare il bilancio bisogna chiarire degli aspetti; uno dei più spinosi riguarda il debito di oltre 48 milioni che il Casinò vanta verso Finaosta. L’amministratore di fiducia dei leghisti (Rolando) lo ha considerato 'postergato', cioè tra quelli che non saranno soddisfatti nell’ambito della procedura. Ma il commissario ha sollecitato la Regione a dire, prima di approvare il bilancio, se rinuncia definitivamente alla restituzione del debito, ritenendo questa dichiarazione rilevante per la procedura di concordato (tradotto: Rolando è stato ambiguo, bisogna che si dica, prima e non dopo l'omologa, che quei soldi la Regione non li vedrà più). Fatta chiarezza - aggiunge la consigliera di Adu-VdA -, il bilancio del Casinò e la procedura concordataria ci guadagnerebbero. Tutto andrebbe via liscio. E per forza! In sostanza il Casinò si salverebbe perché quello che prima era un prestito diventerebbe, magicamente, un regalo".

Secondo la consigliera di minoranza "la morale della storia è evidente. I leghisti, per non dare 6 milioni di euro al Casinò ('mai più soldi pubblici'), si sono inventati una procedura che rischia di dargliene molti di più: 48 milioni, cui vanno aggiunte le spese per le consulenze, che da sole si avvicinano ai 6 milioni".
Per la consigliera Pulz, "l'alternativa è il fallimento. Ma allora non era più onesto dirlo subito? E che serietà c'è nel voler accelerare tutto, senza fare chiarezza come richiesto dal commissario? Nessuna serietà, appunto, solo l'intenzione di rimanere nell'ambiguità affinché non salti fuori la verità, e cioè che la bacchetta magica era rotta. Prendere in giro le persone può servire a prendere voti, ma non a risolvere i problemi - conclude -. Spiace dirlo a chi si è illuso che al disastro dei governi autonomisti si possa rimediare dando la fiducia a questi sovranisti esaltati".
 
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