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Butti: 'Il governo chiarisca le sue intenzioni su Campione d'Italia'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il deputato di Fratelli d'Italia Alessio Butti interroga nuovamente il governo sulle sue intenzioni in merito al futuro della comunità di Campione.

Quali sono “le effettive intenzioni del Governo, per quanto di competenza, circa le prospettive future della comunità di Campione d’Italia”? È il quesito che il deputato di Fratelli d'Italia Alessio Butti pone al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro dell'Interno Matteo Salvini, tornando, ancora una volta, a sollevare l'attenzione del Parlamento sulle problematiche dell'exclave italiana, tuttora lontane da soluzione.

Se è infatti “ormai nota la situazione di grave dissesto finanziario in cui versa il comune di Campione d’Italia, a seguito alla chiusura della casa da gioco, risorsa fondamentale per la città, con ricadute drastiche sull’occupazione (800 posti di lavoro persi tra dipendenti e indotto) e sull’erogazione dei servizi fondamentali (asilo, mensa scolastica, trasporti, raccolta rifiuti, servizio postale a rischio); i dipendenti comunali non percepiscono lo stipendio da quasi un anno, mentre i 482 ex dipendenti della casa da gioco, senza lavoro dallo scorso agosto e ufficialmente licenziati il 31 dicembre 2018, reclamano il pagamento di 60 milioni di euro”, come pure “la comunità di Campione d’Italia, da otto mesi, vive una situazione a dir poco ' assurda' dove lo Stato, con una tempistica inadeguata alla gravità della vicenda, ha fatto veramente poco”, è “delle ultime settimane la notizia dell’arrivo del commissario straordinario (del Casinò Ndr), dottor Maurizio Bruschi, accolto dalla comunità campionese come un importante segnale, atteso da tempo, per risolvere l’intricatissima situazione del paese; la massa passiva del Casinò si aggira sui 175 milioni di euro e più tempo passa per la riapertura più la cifra aumenta; il comune si ritrova con una massa passiva di grande consistenza e quei pochi interventi governativi, arrivati tramite contributi straordinari a favore del comune, sono stati interamente assorbiti dalla Banca Popolare di Sondrio per sanare i debiti pregressi; l’Ente, senza risorse e senza i mezzi necessari, ha abbandonato ogni forma di servizi, non solo quelli primari, ma anche quelli secondari, quali la manutenzione ordinaria del paese: è di pochi giorni fa la notizia della mancata analisi delle acque potabili per mancanza di fondi, problema risolto solo grazie all’intervento della prefettura di Como, ma che avrebbe potuto mettere a rischio la salute pubblica”.

Il deputato comasco ricorda che “il 26 maggio 2019 i cittadini di Campione saranno chiamati a votare per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, ma, ad oggi, non è chiaro come il futuro sindaco potrà redigere il bilancio del comune; lo Stato deve intervenire con provvedimenti mirati e tempestivi, necessari per riattivare l’unica azienda in grado di produrre entrate e garantire un futuro all’intero paese; il Governo e tutte le forze politiche, a prescindere dall’iter giudiziario che farà il suo corso, devono intervenire tempestivamente per ridare continuità all’ente locale, unica exclave sul territorio svizzero nel panorama italiano, che sta pagando sulla propria pelle colpe da attribuire a passate strategie gestionali risultate assolutamente errate”.
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