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Commissario per il Casinò Campione, spunta nome di Maroni

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Potrebbe essere l'ex ministro dell'Interno ed ex governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni il commissario straordinario per il Casinò Campione.

Dovrebbe essere ormai prossima la nomina del commissario straordinario, previsto dal decreto fiscale e le cui competenze sono state definite anche dalla legge di Bilancio 2019, che avrà il compito di studiare le soluzioni anche normative per riaprire il Casinò Campione d'Italia, anche attraverso una deroga alle disposizioni della legge Madia sulle società partecipate. E, come è ovvio vista la drammatica situazione che l'intera comunità sta vivendo dopo la chiusura della Casa da gioco, lo scorso 27 luglio, è fortissima l'attesa e ci sono le prime indiscrezioni sul nome di chi potrebbe essere incaricato.

La nomina avviene con decreto del presidente del consiglio dei ministri, su proposta del ministero dell'Interno di concerto con Mif, Mise e ministero del Lavoro e questo fa pensare, visto che il Viminale è in mano al vicepremier leghista Matteo Salvini, che il nominato potrebbe essere, appunto, in quota Lega. E tra o nomi, olre a figure tecniche come quelle di prefetti tuttora in attività o in pensione, spunta quello dell'ex ministro dell'Interno ed ex governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Una possibilità che, in verità, alcune fonti interpellate da Gioconews.it valutano con estrema prudenza, visto che la nomina a questo ruolo, per quanto delicatissimo e strategico, potrebbe essere considerata come un passo indietro dopo una carriera politica sempre di primo livello. C'è invece chi, ricordando come Maroni sia stato anche recentemente in visita a Campione d'Italia, incontrando anche il commissario prefettizio del Comune Giorgio Zanzi, evidenzia come la nomina sarà sicuramente oggetto non solo di "trattativa" tra le due anime del governo, ma anche di valutazione sui requisiti che il prescelto dovrà avere. Un incarico politico o gestionale? Il commissario si occuperà "soltanto" di studiare come riaprire la Casa da gioco e di proporre le modalità gestionali, o avrà un ruolo anche una volta che la stessa, auspicabilmente, riaprirà i battenti? Una domanda non da poco conto, al momento di individuare il curriculum più idoneo.

Fatto sta che i tempi dovrebbero ormai essere brevi, come pure si avvicina la discussione (il 17 gennaio) da parte della Corte d'appello di Milano dei reclami presentati dal Casinò, dal Comune e dalla Banca Popolare di Sondrio contro la sentenza che lo scorso 27 luglio ha disposto il fallimento per insolvenza della "vecchia" società di gestione.

 

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