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Balsamo: 'Gli scenari per Campione dopo il dissesto'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il vice sindaco di Campione d'Italia Alfio Balsamo illustra gli scenari per Casinò e Comune dopo la dichiarazione di dissesto finanziario.

“La dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Campione d'Italia è il frutto finale del lavoro che stiamo portando avanti da gennaio, con i nostri consulenti e legali, per cercare di evitare questo scenario”. Il vice sindaco Alfio Balsamo commenta così a Gioconews.it il dissesto dell'ente, che sarà dichiarato nel consiglio comunale straordinario in seduta pubblica convocato per oggi 7 giugno.
“Purtroppo i numeri sono implacabili e hanno determinato questa scelta che tutto sommato penso che potrà fare piacere alle istituzioni. Sicuramente è un bene anche per Campione, in quanto un bilancio di riequilibrio della durata di dieci anni, come era nelle ipotesi, e che poi non fosse approvato dalla Corte dei Conti o dal ministero, sarebbe stato un rischio troppo grosso per il paese”.

Quali sono gli scenari che si prefigurano?

“Noi restiamo in carica con le nostre prerogative e programmi, mentre il commissario prefettizio si occuperà della situazione debitoria dal 2017 ai cinque anni precedenti. Abbiamo tracciato una linea tra le nostre e le altrui responsabilità. Da parte nostra, ci possiamo ascrivere un merito: siamo riusciti a ridurre, notevolmente, i costi del Casinò, e anche quelli del Comune, per esempio non facendo più alcuni appalti e tagliando alcune spese. A tale proposito abbiamo dovuto eliminare la delibera che prevedeva l'integrazione della pensione dei cittadini, questo provvisoriamente e in un'ottica di risanamento del sistema. Appena ci sarà la disponibilità finanziaria ripristineremo questa misura”.

In un comune commissariato non valgono le disposizioni di legge che fissano un determinato rapporto tra numero dei residenti e numero dei dipendenti comunali, nel qual caso la dotazione organica del Comune di Campione risulterebbe sovradimensionata?

“Questa disposizione non può essere applicabile in quanto il nostro è un comune extraterritoriale che ha a che fare con uno stato straniero che è la Svizzera. Il comune inoltre amministra direttamente la posta e ha un casinò nel quale si deve garantire il controllo dei giochi e che tutto venga svolto secondo quanto prevedono le leggi dello Stato. La metà della popolazione sono residenti Aire, che gravitano attorno al comune di Campione e che non vanno al consolato se hanno bisogno di un certificato, ma si recano direttamente da noi. Ciò non può portare al rispetto di parametri di carattere nazionale: ci saranno dei risparmi, ma non sulla base di essi”.

Dopo il commissariamento del Comune, c'è da aspettarsi quello del Casinò?

“No, il commissariamento del Comune non apre la strada al commissariamento del Casinò, che sta redigendo il piano da presentare al tribunale fallimentare. Ognugno va per la sua strada e non ci saranno ripercussioni per il Casinò. Per noi la scelta del dissesto è la fine di un incubo. Abbiamo lavorato notte e giorno per vedere se c'erano soluzioni diverse che potevano essere trovate e ora che arriverà il commissario potremo lavorare per l'attuazione del nostro programma teso a rilanciare l'economia del territorio e la Casa da gioco, cose che non abbiamo finora potuto fare in quanto ci siamo dovuti dedicare prima a non far fallire il Casinò e poi a sistemare i conti del Comune”.

C'è chi dice che il sindaco Roberto Salmoiraghi sia stato lasciato solo, al momento di adottare misure “lacrime e sangue” per sistemare i conti del Comune, e che per questo motivo si è preferito lasciare il compito a un commissario....

“Non è vero che il sindaco è stato lasciato solo: il Casinò ha portato a casa il risultato dell'accordo sindacale anche per merito suo e mio, e il tutto senza disordini e nella pace di tutti. Ciò ha portato a risparmi notevoli. Poi forse c'è stato qualche consigliere comunale che, dopo aver condiviso le scelte, non se l'è sentita di assumere atteggiamenti impopolari ma responsabili, nell'ottica di ricostruire il paese per il prossimo futuro. Noi non siamo vocati al passato e al suicidio. In più di un'occasione mi sono trovato a partecipare a incontri sindacali al Casinò e ho detto ai partepanti: 'Mi sembra strano di essere la controparte rispetto a voi. Io sono dalla vostra parte'”.

Ora che arriva il commissario, saranno pagati gli stipendi ai dipendenti comunali?

Il commissario può chiedere un mutuo per provvedere, cosa che noi non possiamo fare. Come del resto può venire con noi a Roma, per chiedere la costituzione di un tavolo tecnico così da farci dare un contributo. Per cinquant'anni abbiamo distribuito soldi a Stato e Province, ora abbiamo bisogno noi”.

È prefigurabile un'azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori?

Quello del Comune non è un debitino, ma una voragine. Si parla di 50 milioni di euro, mentre complessivamente il debito del Casinò nei confronti del Comune era intorno ai 109 milioni di franchi: so che in parte questa cifra è stata abbuonata e in parte spalmata, per la restituzione, per i prossimi trent'anni. Inoltre, ho con me un documento che attesta che già nel 2016 la Procura di Como aveva dato incarico alla Guardia di Finanza di indagare su un possibile falso in bilancio, relativo al bilancio 2015 del Casinò. Non so quali esiti abbia avuto questa inchiesta, ma dalla seconda sono scaturiti degli avvisi di garanzia”.

Un'ultima domanda: con il commissario prefettizio le aliquote delle aliquote comunali schizzeranno alle stelle?

In realtà erano già ai massimi”.

Il dissesto è stato votato con da sette consiglieri, mentre quattro hanno abbandonato l'aula.

 
 
 
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