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Campione, consiglieri comunali: 'Vogliamo chiarimenti su Casinò'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Quattro consiglieri comunali scrivono al sindaco Roberto Salmoiraghi e chiedono chiarimenti anche sul Casinò Campione.

"Preoccupazione per le modalità gestionali e operative con cui l'amministrazione sta oggi affrontando un momento così difficile per tutta la comunità campionese". La manifestano in una lettera al sindaco di Campione d'Italia, Roberto Salmoiraghi, i consiglieri comunali (di maggioranza, visto che alle elezioni del 2017 si è presentata una lista unica) Tanina Padula, Michele Canesi, Domenico Deceglie e Fiorenzo Dorigo.

Tra "le criticità" riscontrate nell'ultimo periodo figura il Casinò: "Per quanto riguarda la Casa da gioco - scrivono - abbiamo già segnalato, in diverse precedenti occasioni, la nostra contrarietà a un piano di risanamento che preveda esclusivamente il licenziamento collettivo di 156 dipendenti, in quanto riteniamo, da un lato, che potrebbe avere effetti disastrosi sia per il paese Campione che per la gestioe organizzativa del Casinò e, dall'altro, riteniamo che nell'ambito organizzativo gestionale della Casa da gioco, vi siano margini di inefficienza che potrebbero consentire il recupero immediato di disponibilità finanziarie, in alternativa ai licenziamenti.

Al riguardo, ci riferiamo anche a quanto discusso nelle varie precedenti riunioni, oltre a quanto già segnalato con alcuni nostri precedenti scritti, ove abbiamo suggerito diverse opportune verifiche e controlli, al fine di poter raggiungere l'auspicato equilibrio finanziario del sistema Campione. Per quanto riguarda la gestione della pratica, avanti al tribunale fallimentare, chiediamo, con la presente, di poter avere una copia delle memorie depositate dalle parti, al fine di comprendere effettivamente la linea argomentativa assunta dal Casinò ed eventualmente dal Comune, per sostenere le proprie ragioni e scongiurare il rischio del fallimento".

A questo proposito, i consiglieri rilevano che "leggendo i vari quotidiani locali, abbiamo appreso alcuni aspetti delle varie argomentazioni difensive dedotte dai difensori del Casinò, tra cui la non fallibilità della società che gestisce la Casa da gioco, ovvero la carenza di giurisdizione del tribunale fallimentare, ovvero ancora la richiesta di accesso al concordato preventivo; tutte questioni che, se fossero vere, potrebbero avere anche delle rilevanti conseguenze da un punto di vista gestionale/operativo".
 
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