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Presunti aiuti di Stato a Casinò St. Vincent, M5S interpella Regione

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Interpellanza del Movimento 5 Stelle sui presunti aiuti di stato in favore della società di gestione del Saint Vincent Resort & Casino.

Quali richieste di chiarimento il governo regionale ha inviato alla Comunità europea? Quali azioni dovrà attuare il Governo regionale qualora la Comunità europea stabilisse che alcuni o tutti i finanziamenti presi in esame siano considerati aiuti di Stato? Lo chiede il consigliere regionale valdostano del Movimento 5 Stelle Roberto Cognetta, in riferimento ai finanziamenti concessi nel corso del tempo alla società di gestione del Casinò valdostano. In dettaglio, si legge nell'interpellanza iscritta all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Valle (convocato per il 6 e 7 febbraio), Cognetta, considera che "la Commissione europea che vigila sulla normativa degli aiuti di stato ha inviato una comunicazione agli uffici competenti nazionali e alla Casinò di Saint-Vincent Spa nella quale precisa che si è provveduto a richiedere una loro sintesi dei fatti, chiarimenti su numerose questioni, nonché i motivi per i quali i presunti aiuti non siano considerati illegali".

L'articolo 107, paragrafo 1, del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea (Tfue), precisa "i presupposti che devono essere presenti affinché l'intervento costituisca un aiuto di Stato nel senso dato dal diritto dell'Unione europea a questo termine. Le quattro condizioni richieste sono le seguenti: origine pubblica dell'aiuto; esistenza di un vantaggio a favore di talune imprese o produzioni; esistenza di un impatto sulla concorrenza; idoneità ad incidere sugli scambi tra gli Stati membri. Gli interventi che presentano queste quattro caratteristiche sono qualificabili aiuti di Stato, indipendentemente dalla loro forma (es. sovvenzione, prestito a tasso agevolato, garanzia contro un corrispettivo non di mercato, vendita di beni, locazione di immobili o acquisizione di servizi a condizioni preferenziali per le imprese, riduzioni fiscali, partecipazioni al capitale di imprese a condizioni che non sarebbero accettate da un buon investitore privato operante in normali condizioni di mercato...)", sottolinea ancora Cognetta.
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