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Demurtas (Fisascat): 'Non si consegni il gioco alla malavita'

  • Scritto da Daniele Duso

Il responsabile nazionale della Fisascat Cisl sottolinea i rischi di criminalità legati alla chiusura del gioco lecito.

Grande partecipazione, all'assemblea nazionale dei lavoratori del gioco che si è svolta online oggi 26 marzo. A prendere la parola, per quando riguarda il sindacato Fisascat Cisl, che rappresenta anche i lavoratori dei casinò italiani, è il responsabile nazionale Marco Demurtas: "Anche noi, come i colleghi delle altre sigle sindacali, da anni seguiamo le vicende del settore", sottolinea. "La pandemia non ha fatto altro che aggravare una situazione ed evidenziare ancora di più se necessario, la situazione già complicata di tutto il comparto del gioco lecito, che già stava combattendo la propria battaglia contro un sistema Paese quantomeno contraddittorio. All'ostracismo del governo si è aggiunto il potere legislativo delle regioni e quello dei comuni che si è aggiunto con fantasiose soluzioni per determinare le distanze, siamo andati dal metro lineare fino alla circonferenza per calcolare la distanza tra un punto sensibile e una sala gioco".

Nel sintetizzare in conferenza stampa quanto trattato nell'assemblea che l'ha preceduta, Demurtas spiega: "Il tema fondamentale di oggi è stato un richiamo alla dignità del settore. Un settore che rischia di essere consegnato con grande leggerezza alla malavita organizzata, un po' come accaduto all'ippica un settore importantissimo collegato al lavoro dei veterinari e centri di ricerca quando era gestita in modo serio da questo paese, legata al gioco del Totip, che all'epoca veniva subito dopo il gioco del Totocalcio. Oggi il gioco dell'ippica lo vediamo al telegiornale, che ci racconta delle corse clandestine nelle periferie delle città con raccoglitori delle scommesse decisamente abusivi. Ecco, ora anche nel settore del gioco cominciamo a registrare addirittura dei promoter che vanno in giro con un Pc portatile e raccolgono le scommesse all'interno dei punti vendita chiusi a causa del covid, quindi un pericolo serio che sta minando il settore in maniera importante. La lotta di tutti questi lavoratori continua e ci vedremo sicuramente in piazza a brevissimo tempo".

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