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Zuin: 'Mestre Comune autonomo, Ca' Noghera chiuderà'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il coordinatore regionale di Forza Italia evidenzia le conseguenze del referendum: fallimento della società di gestione del Casinò e stato di dissesto del Comune di Venezia.

La data del referendum per la separazione di Mestre da Venezia si avvicina e, assieme al dibattito politico, crescono anche gli interrogativi su quali potrebbero essere la conseguenze, per il Casinò, della nascita di un Comune autonomo. Quello di Mestre, appunto, nel cui territorio si trova la sede di terraferma della Casa da gioco, Ca' Noghera. A delineare le possibili conseguenze derivanti dalla separazione dell'attuale territorio comunale rispetto alla gestione del Casinò è Michele Zuin, coordinatore regionale veneto di Forza Italia.

LA CHIUSURA DI CA' NOGHERA - Innanzitutto, evidenzia Zuin, la separazione porterà alla "riduzione certa e immediata di circa 16 milioni di euro nel bilancio del nuovo Comune di Venezia dovuto alla chiusura della sede posta in terraferma del Casinò. La prima diretta conseguenza della separazione sarebbe la necessaria chiusura della sede di Ca' Noghera (autorizzata con Decreto del Ministro dell’Interno del 30 dicembre 2000 a favore del Comune di Venezia), che peraltro risulta tra le due attuali (Ca' Vendramin e appunto Ca' Noghera) l’unica sede che produce un utile dall’attività di gestione della Casa da gioco.

Allo stato l’unica certezza per il bilancio del nuovo Comune di Venezia riguarda la riduzione di circa 16 milioni di euro all’anno legata all’entrata netta degli introiti gioco che la società Casino di Venezia Gioco Spa che tramite la sua attività di gestione vengono incassati dal Comune".

La sede di Ca' Noghera genera, infatti, oltre l’80 percento dei ricavi complessivi mentre la sede di Ca' Vendramin risulta essere in perdita (secondo un conto economico sezionale) di circa 15/16 milioni di euro annui".
Gli incassi del 2018 della sede di Ca' Noghera - evidenzia Zuin nella sua analisi - si sono attestati a circa 81 milioni di euro mentre a Ca' Vendramin sono stati di circa 16 milioni. Posto che l’autorizzazione all’esercizio del gioco d’azzardo in deroga al divieto stabilito dalla legge penale è in capo al Comune di Venezia e che la Casa da gioco deve essere fisicamente collocata nel territorio del solo Comune di Venezia, la conseguenza diretta sarebbe un azzeramento di tale entrata attualmente presente nel bilancio comunale.
Sotto questo profilo, dunque, il nuovo Comune Venezia avrebbe la necessità immediata di riequilibrare la sua situazione economica e finanziaria per sopperire ad un decremento delle entrate di una simile portata. Al momento si ritiene che un simile impatto non sia gestibile e quindi si rischi l’avvio della procedura di dissesto".

GLI SCENARI ALTERNATIVI - Chiarito l’impatto diretto, il coordinatore di Forza Italia evidenzia come "in ogni caso non sia possibile nemmeno ipotizzare una qualche soluzione operativa per il mantenimento della sede di Ca' Noghera. Infatti il soggetto giuridico autorizzato all’esercizio del gioco d’azzardo, in deroga ai divieti imposti dalle vigenti leggi penali, è il Comune di Venezia, quale unico destinatario dell’autorizzazione contenuta nel decreto n. 1404 del Ministero dell’Interno, emanato il 16 luglio 1936, così come nei successivi decreti autorizzatori che, di volta in volta, individuano le sedi idonee allo scopo localizzate nel territorio del Comune di Venezia.
La normativa di deroga alla legge penale per l’esercizio del gioco d’azzardo è legata al territorio comunale e non può in alcun modo essere estesa al territorio di un altro Ente.
Inoltre trattandosi di normativa speciale e derogatoria alla legge penale non è nemmeno (ai sensi delle preleggi) possibile effettuare qualunque interpretazione analogica volta a sostenere l’esistenza della possibilità giuridica di una sede del Casinò al di fuori del territorio comunale di Venezia.

Zuin non ritiene "nemmeno possibile poter chiudere la sede di Ca'Noghera per aprire una nuova sede presso l’area della Marittima o del Tronchetto (unica zona accessibile in auto).
Innanzitutto una simile soluzione, infatti, richiederebbe un iter progettuale e realizzativo di anni (con i relativi perduranti impatti nel bilancio del Comune derivanti dalla chiusura immediata) e si scontrerebbe con una situazione di totale insostenibilità economica e finanziaria.
Infatti alla chiusura della sede di terraferma corrisponde l’immediato fallimento della Società di gestione stante l’incapacità di produrre il flusso di cassa necessario a sostenere le spese fisse in particolare le rate dei mutui e le spese del personale residuo.
Ci si troverebbe, quindi, nella situazione in cui né il nuovo Comune di Venezia, né l’attuale Gruppo del Casinò avrebbero le risorse e le capacità per fare fronte ad un nuovo investimento immobiliare volto a realizzare una nuova sede. Infatti ammesso che ci sia un immobile idoneo (con adeguati spazi per eventi e per la ristorazione e con almeno 1.500 posti auto liberi) dotato di tutte le caratteristiche necessarie per una Casa da Gioco con un afflusso di migliaia di clienti si dovrebbero sostenere i costi per l’acquisto o la locazione a cui vanno aggiunti i costi di infrastrutturazione della sede (impianti di sicurezza, telecamere ecc..). Solo questi ultimi si aggirano sui 2.000 euro al metro quadrato. che per una sede delle dimensioni simili a Ca' Noghera (circa 6.000 mq) significherebbe un investimento di circa 12 milioni di euro".

LA POSIZIONE DEBITORIA DEL GRUPPO - A tale proposito, Zuin ricorda quale sia la situazione debitoria del Gruppo del Casinò, che ha esposizioni per debiti verso terzi e infragruppo di circa 100 milioni di euro cosi suddivisi: debiti a breve verso istituti bancari circa 6 milioni in parte garantiti da patronage del Comune di Venezia; debiti infra gruppo per circa 10 milioni di euro; circa 35 milioni di euro di debito garantito da ipoteca sul palazzo di Cà Vendramin Calergi; 39 milioni di euro in linea capitale e 13 milioni in linea interessi per un totale di circa 53 milioni di euro relativi ad una anticipazione su incassi gioco futuri (debito c.d. Biis)".

IL FALLIMENTO DELLA SOCIETA' E IL DISSESTO DEL COMUNE - La necessaria chiusura della sede di Ca' Noghera e il mantenimento della sola sede di Venezia, "ammesso che sia sostenibile visto che si tratterebbe di una sede con un conto economico in perdita strutturale di circa 16 milioni di euro l’anno", porterà, nell'analisi del coordinatore di Forza Italia, "ad una situazione nella quale la società non sarà più in grado di rimborsare i debiti verso le banche con attivazione, quindi, da parte delle stesse delle garanzie che il Comune di Venezia ha rilasciato, oltre al rischio di perdita della proprietà del Palazzo Ca' Vendramin Calergi e il conseguente ed inevitabile default della Società. Gli impatti di una simile situazione nel bilancio del Comune di Venezia sarebbero tali da portare, come sopra anticipato, quasi inevitabilmente il bilancio in stato di dissesto".

Zuin completa la sua preoccupante disamina evidenziando che "la situazione del Casinò con la chiusura della sede di Ca' Noghera oltre a produrre perdita di ricchezza per la Città, problemi di bilancio per la società ed il Comune, avrà ricadute anche in termini occupazionali con il possibile esubero dei 350 lavoratori che gravitano a Ca' Noghera senza escludere problemi per gli ulteriori 150 dipendenti in presenza di procedure concorsuali per una società non in grado di produrre ricavi e quindi utili in grado di ripagare il debito, quale sarebbe quella che rimane dopo la chiusura della sede di terraferma".

Da quanto sopra "risulta evidente come una separazione amministrativa in due comuni porterebbe a delle conseguenze economico sociali di gravissima entità tale da avere delle ripercussioni su tutti i cittadini".

 

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