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Senato, M5S: 'Si riapra il caso Franceschi'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Diversi senatori del M5S chiedono a Di Maio di riaprire il caso dell'italiano morto in carcere, dopo si trovava per presunto uso di cartadi credito falsa al Casinò di Cannes.

Il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio sottoponga "alle Autorità francesi il caso per chiedere una riapertura dell'inchiesta e accertare eventuali ulteriori responsabilità, oltre a quelle emerse nel dibattimento francese".

Lo chiedono in una interrogazione diversi senatori del Movimento 5 Stelle (il primo firmatario è Gianluca Ferrara) in riferimento a quanto avvenuto il 25 agosto del 2010: "Mentre era detenuto da mesi nel carcere di Grasse, in attesa di un processo, per il presunto utilizzo di una carta di credito falsa in un casinò di Cannes, veniva trovato morto il cittadino italiano Daniele Franceschi".

LA VICENDA - I senatori ricordano che "secondo la versione sinora fornita dalle Autorità francesi, Daniele Franceschi è deceduto per arresto cardiaco, ma le circostanze del decesso sono tuttora un mistero sul quale rimangono parecchi punti oscuri, nonostante un processo che è giunto al secondo grado di giudizio; una lettera scritta dal compagno di cella Abdel alla madre del Franceschi, cita testualmente "Daniele negli ultimi tre giorni stava molto male e nessuno era venuto a visitarlo, nonostante le continue richieste di aiuto, fatta eccezione per una volta in cui fu portato in infermeria dove gli dettero semplicemente delle pastiglie; per la morte di Daniele è stato condannato a un anno per omicidio involontario il medico del carcere Jean Paule Estrade, ritenuto colpevole di non aver curato il giovane carpentiere originario di Viareggio, colpevole quindi di una "semplice omissione di soccorso o comunque dell'assistenza tardiva e rivelatasi poi fatale in seguito al fatidico malore, che avrebbe provocato l'inspiegabile decesso del ragazzo; dopo 55 giorni, il corpo del cittadino italiano è stato riconsegnato in avanzato stato di decomposizione e senza gli organi interni della vittima; a riprova delle circostanze in cui è avvenuta la riconsegna del cadavere, ha fatto scalpore la dichiarazione del medico-legale Italiano, che nell'obitorio dell'Ospedale Versilia, tra i pochissimi a visionare quei miseri resti, ha esclamato, unitamente al primo Cittadino Viareggino, anche lui medico e presente all'autopsia: 'i francesi ci hanno riconsegnato un involucro orribilmente vuoto'; anche il medico-legale successivamente designato dai familiari, ha constatato che gli istituiti di medicina d'oltralpe o chi comunque aveva trattato il cadavere di Franceschi, aveva operato manovre manipolative ovvero (letteralmente da perizia redatta e pervenuta agli inquirenti Italiani) 'distruttive' su quel che rimaneva del cadavere".

I pentastellati considerano inoltre che "nonostante le vibranti proteste, come già accennato, quali l'incatenamento davanti all'Eliseo per esser ricevuta dal Presidente Sarcozy e il colloquio che doveva rivelarsi chiarificatore con il primo ambasciatore di Francia, "Mamma Cira", come significativamente ribattezzata dai media Italiani la madre della vittima, non ha ottenuto sinora chiarimenti sulla destinazione degli organi del figlio, morto in circostanze cosi oscure; nel marzo del 2019, i familiari del defunto hanno ricevuto una lettera in cui l'autore ipotizza che gli organi di Franceschi (si ribadisce che il corpo fu restituito alle autorità italiane senza occhi, fegato, milza e cervello, esaminati durante l'autopsia) furono oggetto di un 'macabro espianto'" e che "destano particolare preoccupazione le circostanze in cui è stato riconsegnato il cadavere, tali da ipotizzare che i responsabili francesi avessero voluto vanificare ogni tentativo di eseguire esami autoptici o similari, precludendo cosi l'accertamento della verità storica dei fatti, che sicuramente non coincide con la verità emersa al termine dell'istruttoria processuale celebrata in Francia; la lettera anonima introduce nuovi elementi nel caso e meriterebbe ulteriori approfondimenti; a distanza di molti anni è necessario chiudere questa vicenda assicurando giustizia e risposte certe ai familiari della vittima; considerato, inoltre, che rimane l'inaudito rifiuto delle massime Autorità francesi, che nonostante le sollecitazioni delle Autorità del nostro Paese ai più alti livelli, le proteste clamorose della madre e gli sforzi del legale della famiglia, mai hanno fornito una qualsiasi parvenza di spiegazione sulla mancata restituzione degli organi interni, sottratti inspiegabilmente e mai restituiti alla famiglia".

 

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