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Campione, Snalc: 'Gente esausta, tempi ripartenza siano chiari'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Lo Snalc Cisal evidenzia la necessità di avere tempi chiari per la possibile ripartenza del Casinò Campione d'Italia.

"Si presuppone che vi siano tutte le potenzialità per ripartire attraverso un piano prudente ma efficace di rilancio, i tempi per una possibile ripartenza, se questa è l’intenzione, devono essere molto chiari perché la gente è ormai esausta e ha bisogno di prospettive, se non certe, almeno attendibili. Mai come in questo momento Campione chiede concretezza". Lo scrive il segretario nazionale dello Snalc Cisal, Christian Toini, nell'assicurare che il sindacato è totalmente a disposizione per fare tutto il possibile affinché Campione d’Italia possa rivivere con il suo Casinò e nel sottolineare come tutti vivano "con apprensione questi giorni che precedono la finalizzazione della relazione commissariale" da parte di Maurizio Bruschi.

"È evidente che la nostra posizione sia per la riapertura immediata della casa da gioco nella consapevolezza delle enormi potenzialità di recupero della stessa". Nel ripercorrere la vita aziendale degli ultimi anni, lo Snalc sottolinea come "nel corso di questi ultimi anni i lavoratori hanno progressivamente formalizzato, attraverso sacrifici anche ai limiti della sostenibilità, diversi accordi tesi a far scendere in maniera importante il costo del lavoro che, purtroppo, sono stati vanificati da un cambio euro/franco sfavorevole al contesto. Non occorre ripetere che il Casinò incassava soprattutto euro e sosteneva costi soprattutto in franchi. In realtà il Casinò di Campione ha subito, successivamente alla crisi e per effetto del cambio quale fatto estraneo all’operato dei lavoratori, un sovraccarico di costo nell’ordine di ben oltre 100 milioni di euro, evento legato unicamente all’oscillazione del cambio euro/franco e quindi di natura macro economica. Un parametro significativo per rappresentare invece l’azienda è a nostro avviso l’Ebitda (o meglio il margine operativo lordo) che negli ultimi cinque anni è risultato essere sempre positivo e nell’ordine di cifre che vanno dai 12 ai 18 milioni di euro circa. L’azienda era pertanto ben lontana dal realizzare una 'perdita secca'”.

Queste, assicura Toini, "vogliono essere unicamente puntualizzazioni di carattere oggettivo che, si spera, possano portare ad una riflessione ulteriore nell’ottica di rielaborare il passato e di ricostruire il futuro".

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