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Obiettivo rilancio, tra diversificazione e controllo costi

  • Scritto da Mauro Natta

Il rilancio dei casinò passa attraverso delle direttici che devono essere seguite sia dal management che dal personale.

Sicuramente la situazione che ho descritto nel precedente articolo non può essere interpretata se non come un serio invito a un effettivo rilancio dei casinò. La passata e lunga esperienza mi spinge a indicare due suggerimenti: il primo rivolto al management e il secondo alla dote indispensabile per il personale. Decisionismo e organizzazione orizzontale relativamente al primo e multifunzionalità per quanto al secondo.

Quali sono le motivazioni che supportano l’esposizione di cui sopra? In una azienda come quella in discorso – forse più che in un altra tipologia – la principale, almeno per mio conto, qualità è la profonda conoscenza del settore che può supportare ogni decisione. Con una produzione che ha visto mutamenti profondi si avverte maggiormente la necessità di adeguare l’offerta alla domanda. In particolare si sentirà e, forse, si sente già da ora, l’esigenza di reperire – nei limiti del possibile – giochi nuovi o l’ammodernamento dei quelli già in uso. Ritengo che stimolare la curiosità del frequentatore diventi una condizione alla quale non ci si potrà sottrarre.
Ma la diversificazione non è legata solo al gioco ma comprende l’intrattenimento come spesso abbiamo visto in passato e si continua a vedere.
Come forse è intuitivo con l’intrattenimento si amplia la gamma dei servizi alla clientela; è un compito al quale non si può assolutamente derogare. E allora il discorso si sposta sui costi di gestione e, in particolare, su quello per il personale.

Non va sottaciuto che la multifunzionalità già più volte in passato richiamata consente un certo contenimento di detto costo incidendo sul fattore numerico; al tempo stesso non possiamo ignorare che l’utile per la proprietà non si può fermare alla quota sugli introiti ma si estende all’occupazione diretta e dell’indotto. Ne consegue, o meglio dovrebbe conseguirne, che l’intrattenimento è a beneficio di quanto accennato.

Concludo e, probabilmente, vado fuori tema, auspicando che la politica a tutti i livelli intervenga a “sistemare” - mi sia consentito il termine – le situazioni pendenti che tanto preoccupano anche uno che nelle case da gioco ha trascorso tantissimi anni.

 

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