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Casinò e incassi, il legame tra dati e gestione

  • Scritto da Mauro Natta

I dati relativi agli incassi e agli ingressi dei casinò vanno valutati con attenzione, specie per quanto riguarda il mercato interno.


Forse non tutti se ne rendono conto o, forse, si reputa meno controproducente rivolgere l’attenzione sui dati dei casinò senza approfondirne il significato plausibile o così come lo intendo da parecchio tempo.

E’ risaputo – come ho più volte specificato nell’unica volta che mi sono permesso l’esposizione per quattro mesi – che non procedo a raffronti se non per un arco di dodici mesi consecutivi.

Però – constatare che molti glorificano i risultati di un solo mese o del periodo dal gennaio al mese appena concluso – mi lascia alquanto perplesso; non tanto per la facilità con la quale ci si abbandona a giudizi che ritengo mancanti degli elementi indispensabili, quanto alla non dovuta attenzione al mercato interno.

Mi spiego meglio. Il verificare che si è registrato un incremento nei ricavi totali - e non ne faccio alcun addebito a chi li pubblica – o al mantenimento delle presenze se non all’aumento mi lascia alquanto stupito. Quale significato si può attribuire?

Allorquando i ricavi derivanti dalle slot raggiungono una percentuale elevata è conditio sine qua non procedere ad una attenta revisione dell’organizzazione del lavoro e della produzione.

Penso non sia sfuggito ai più che l’elevata incidenza dei proventi slot sul totale incide negativamente sulla gestione che, nel costo del personale, vede purtroppo crescere il rapporto tra detto costo e gli introiti.

Un tempo quando i cosiddetti giochi tradizionali erano in auge il costo del personale trovava nelle mance un validissimo ristoro; ora che le preferenze della clientela sono cambiate, che le disponibilità sono drasticamente diminuite, che la concorrenza si fa sempre più sentire (gioco pubblico e, in maggior misura l’online), i proventi aleatori - per la parte a beneficio del gestore – concorrono sempre meno al ristoro di cui si è detto.

Ed ecco le crisi delle gestioni sulle quali non intendo entrare se non per il fatto che si sono verificate, per il dover ricorrere al taglio del personale dipendente e alla revisione dei contratti di lavoro per la parte economica.

Ultimamente si ascoltano discorsi sulla necessità di intervenire sul cuneo fiscale, sulla indispensabilità di consentire al lavoratore un più ampio netto retributivo e alle aziende di un minore costo del lavoro.

In passato mi sono impegnato per tentare una strada nel senso testé indicato; mi ero ripromesso di non farlo più; infatti ora accenno solamente il fatto. Se le vincite al gioco nei casinò autorizzati sono esenti Irpef ci dovremmo domandare – e lo domando alla politica - per quale motivo la parte più grande è esente e quella più piccola non lo è. Forse è il caso di rifletterci con la dovuta attenzione.

 

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