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Ooss: 'Un incontro tecnico sulle problematiche del Casinò di Venezia'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Cinque sigle sindacali chiedono un incontro tecnico al Casinò di Venezia e puntano l'accento su formazione, risorse umane e prospettive aziendali.

Un incontro tecnico nell'ottica di una proficua condivisione delle problematiche e delle loro risoluzioni. Lo chiedono all'azienda le segreterie di Slc Cgil, Fisascat Cisl, Snalc Cisal, Ugl Terziario e Rlc che, in un comunicato sindacale, evidenziano come al Casinò di Venezia "la ripresa della negoziazione per giungere all'obiettivo di un nuovo contratto aziendale di lavoro che si sta dimostrando lenta e poco produttiva, dall'altro una gestione del quotidiano che desta più di qualche perplessità".

LA FORMAZIONE - Secondo i sindacati "l'azienda è ferma e lo è in una prospettiva a breve termine in cui la formazione sarebbe invece necessaria se non obbligatoria. I prossimi pensionamenti ridurranno ulteriormente l'organico del reparto Chemin in un momento in cui la leadership in quel settore andrebbe invece consolidata. I numeri dei colleghi che operano nel reparto si sono via via ridotti fino all'attuale situazione divenuta ormai insostenibile, eppure a mesi dall'uscita dei bandi, latitano i corsi di formazione.
Ma la formazione è capitolo che riguarda anche altri reparti che da tempo chiedono di essere dotati di conoscenze specifiche e di una continuità da sempre inascoltata (cfr. reparti slot: introduzione nuovi giochi, e accoglienza). In generale la formazione, e la sua gestione interna, è direttamente proporzionale al benessere di un'azienda, e desta stupore rileggere oggi l'articolo del Regolamento a ciò dedicato che le dà l'appellativo di 'obbligatoria', ma ahinoi non retribuita".

LE RISORSE UMANE - Critiche anche sul fronte della gestione delle risorse umane, che pare alle Ooss "non perfetta sintonia con quanto recitato nell'articolo 13 del Codice Etico consegnato a tutti i dipendenti. Quale rispetto della dignità del lavoratore vi è stato nell'indicazione del suo posizionamento in classifica pur se giudicato non idoneo (cfr. selezione capi e sotto capi tavolo)? Quale il motivo di tale comunicazione che ha prodotto come diretta conseguenza una generale sensazione di frustrazione? Quale senso ha dover attendere mesi prima di essere ricevuti dalla Direzione per un appuntamento esplicativo in merito? Ma a ciò si è aggiunto altro: l'annoso tema della equa distribuzione dei carichi di lavoro è risultata ulteriormente aggravata, tra l'altro con difformità di gestione fra le due sedi. Sembra infatti che vi sia una sostanziale suddivisione in due della platea dei lavoratori del reparto gioco, con la parte dei bocciati (di cui sopra) che, insieme all'inidoneità, sembra aver improvvisamente perso l'abilitazione a giochi differenti da Fair Roulette e Black Jack.
In tema di valorizzazione delle risorse umane non può passare inosservata la gestione del reparto Slot il cui organico pare insufficiente ad una ottimale organizzazione del lavoro e che vive di una ormai decennale utilizzazione degli f.f. Ige senza riconoscere in alcun modo le competenze sviluppate ed il livello a nessuno di quanti hanno contribuito per anni all'operatività del reparto.
Nel contempo altri reparti (fattorini e accoglienza su tutti) continuano a vivere di una cronica carenza organica, oltreché di copertura di ruoli, mentre per parte aziendale latitano le soluzioni".
 
LE PROSPETTIVE AZIENDALI - I sindacati riconoscono le "buone performance di incassi realizzate nel corso del 2018" ma a esse "fa da contraltare un sostanziale immobilismo che in prospettiva non può che destare forte preoccupazione. Le vicende di Campione e Saint Vincent avrebbero dovuto produrre un colpo di coda da parte della nostra Azienda con nuove progettualità e iniziative, pensiamo per esempio all'eventuale ripristino degli incontri di chemin a metà mese, dato che ad oggi, nel panorama nazionale, nessun altro pare avere la possibilità di gestire quel gioco, ma pensiamo anche all'eventualità di introdurre una seconda roulette francese a Ca' Noghera. Sono solo esempi, ma anche in questo caso ci si trova immobilizzati quasi che tali idee siano impossibili da concretizzare".
 
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