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Decreto fiscale, accantonato l'emendamento Montani sul Casinò Campione

  • Scritto da Anna Maria Rengo

La commissione Finanze del Senato ha accantonato l'emendamento del leghista Montani sul Casinò Campione d'Italia.

Dopo tante docce gelate, uno spiraglio di speranza, per la riapertura del Casinò Campione d'Italia. La commissione Finanze del Senato, incaricata in sede referente dell'esame degli emendamenti al decreto fiscale, ha infatti deciso di accantonare quello all'articolo 18 che vede come primo firmatario il leghista Enrico Montani, che chiede che "nelle more della revisione della disciplina dei giochi, entro 30 giorni dalla conversione in legge del presente decreto legge, è nominato, con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell'Interno, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze e con il ministro dello Sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, un commissario straordinario incaricato di valutare la sussistenza delle condizioni per l'individuazione di un nuovo soggetto giudirico per la gestione della Casa da gioco nel Comune di Campione d'Italia".
Esso, "al fine di superare la crisi socio-occupazionale del territorio, opera anche in raccordo con gli enti locali e territoriali della regione Lombardia, nonché con operatori economici, e predispone, entro 45 giorni, un piano degli interventi da realizzare".
Inoltre, Montani chiede di sostituire l'articolo 188-bis del testo unico delle imposte sui redditi. Il nuovo testo prevede, tra l'altro, che "ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, i redditi, diversi da quelli d'impresa, delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d'Italia nonché i redditi di lavoro autonomo di professionisti e con studi nel Comune di Campione d'Italia, prodotti in franchi svizzeri, nel territorio dello stesso comune e/o in Svizzera, sono computati in euro sulla base del cambio di cui all'articolo 9, comma 2, ridotto forfetariamente del 30 percento".

L''emendamento era stato oggetto di valutazione, per i profili di competenza, anche dalla commissione Bilancio, e al riguardo lo stesso sottosegretario all'Economia, Massimo Garavaglia, aveva chiesto di mantenerlo accantonato.

Come noto, invece, niente da fare per tutti gli emendamenti sui casinò presentati al disegno di legge di bilancio, all'esame della commissione Bilancio della Camera. Inammissibile quello di Braga (Pd), sempre relativo alla nomina di un commissario per il Casinò, non sono stati segnalati e quindi non veranno esaminati nè quello sulle imposte sui redditi di Butti (FdI) nè quello di Mandelli (Fi) sull'esenzione dei casinò dal divieto di pubblicità del gioco sancito dal decreto Dignità.

 

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