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Casinò, tra controlli e cambiamenti dell'offerta

  • Scritto da Mauro Natta

Una gestione aggiornata e responsabile della Case da gioco deve tenere conto dei controlli e e della necessità di cambiare l'offerta.

Non pare sia una affermazione al di sopra delle righe esprimere la convinzione che l’offerta di gioco deve essere cambiata.
È cambiata la domanda nella qualità e nella quantità, è diversa la provenienza dei giocatori, non si può negare che in Italia sono aumentati coloro che provengono da altri Paesi, che queste persone possono avere gusti e preferenze che i giochi in esercizio non appagano se non, spesso e volentieri, come ripiego.
La crisi, purtroppo in atto e che non accenna a finire, ha modificato le possibilità economiche di chi si dilettava e ancora si diletta con il gioco d’azzardo sicuro.
Certamente esiste la possibilità di introdurre nuovi giochi nei nostri casinò, di adottare giochi praticati all’estero e che, molto probabilmente, potrebbero concorrere ad ampliare la platea dei giocatori.
Non è la prima volta che lo annoto ma, a datare dai primi anni ’80, i cosiddetti giochi americani hanno permesso importanti variazioni degli introiti delle case da gioco italiane che hanno registrato notevoli risultati per qualche tempo.
Tutto quello che precede non penso possa essere negato; la constatazione del continuo incremento del gioco online dovrebbe rappresentare un incentivo all’ampliamento della specifica offerta o all’introduzione della stessa, forse quale elemento di fidelizzazione.
La verifica dell’incidenza di ciascun gioco nella formazione del totale dei giochi lavorati potrebbe indicare dove intervenire con sostituzioni o rimodulazioni del vecchio a fronte del nuovo.

I CONTROLLI - Il controllo del rapporto introito/presenze dovrebbe contribuire efficacemente a scelte accennate e, con cognizione di causa derivante dall’individuazione della effettiva produttività, si completerebbe un inizio valido per una nuova organizzazione della produzione legata a corda doppia con la domanda.
Ritengo che non si possa continuare a pensare a fornire una identica offerta; le variazioni intelligenti mirate ad accendere la curiosità piuttosto che la possibilità di battere il banco si possono considerare un validissimo supporto, specie se accompagnato da una politica di minimi e massimi di gioco più confacenti alle reali possibilità della clientela.
In ultimo, non per rilevanza, una indicazione di come intervenire da subito: la introduzione della multifunzionalità che qualcuno chiama polivalenza e che ho sempre indicato usando un termine non adatto ma sufficiente a chiarire il mio modo di vedere l’organizzazione della produzione.

TENDENZA, MERCATO E RAPPORTO INTROITI/PRESENZE - Per la prima e ultima volta, che tratto di un argomento tecnico sperimentato con un discreto successo: l’accostamento tra la tendenza mensile, il mercato interno e il rapporto introiti/presenze.
Mi sento in dovere di premettere che considero – come spero molti che mi leggono – una tendenza positiva allorquando se ne registra una negativa ma in calo, in specie, se deciso.
La tendenza mensile non deve essere scissa dal mercato interno in quanto la partecipazione di un determinato gioco al totale degli introiti necessita di attenta valutazione. Sicuramente ogni casa da gioco possiede il dato relativo al numero dei tavoli aperti durante il mese, le ore tavolo e, alcune volte, corredate dall’indicazione delle giornate, se festive o prefestive.
Ora proviamo ad inserire in un programma semplice (a volte può essere sufficiente un foglio di calcolo) i dati in nostro possesso: la variazione positiva in percentuale dell’introito di un gioco – rammentando la premessa – relativa all’incidenza sul mercato interno, il rapporto introito/presenze e, se disponibile, il numero dei tavoli con le relative ore di effettivo funzionamento che hanno contribuito al risultato in esame.
Abbiamo ottenuto due contributi utilissimi: uno per valutare la produttività unendo i costi per ottenerla, l’altro una indicazione valida e alquanto precisa per suggerire al marketing la verifica delle iniziative intraprese.
Quest’ultimo concorre efficacemente a monitorare i costi specifici perché sempre meno si possa incorrere in azioni di investimento dal non certo ritorno.
Desidero rimarcare ancora che, introducendo nel programma dati ed elementi che ogni casa da gioco possiede e che riguardano la qualità e il fattore di rischio, si possono ottenere ulteriori utilità, validi indicatori per una gestione sempre più aggiornata e, quindi, responsabile.
Tutte le critiche sono graditissime.

 

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