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Foletti: 'Casinò Lugano, al lavoro su rinnovo concessione'

Il sindaco di Lugano Michele Foletti evidenzia l'importanza del Casinò per l'economia della città, e commenta l'imminente riapertura di quello di Campione d'Italia.

La riapertura del Casinò Campione d'Italia è destinata a cambiare gli equilibri che in materia di gioco, Covid permettendo, si erano raggiunti in Ticino.
E sicuramente, è guardata con grande attenzione anche a Lugano, il cui Casinò ha una grande importanza per l'economia della città e che è di fronte pure alla sfida rappresentata dall'imminente scadenza delle concessioni di gioco in Svizzera.
Sono i temi dei quali parliamo con Michele Foletti, sindaco di Lugano nominato a ottobre dopo la prematura scomparsa, ad agosto, di Marco Borradori.

“Il Casinò Lugano è sicuramente importante per la città: non solo per i suoi dividendi finanziari, ma anche per i posti di lavoro e l'indotto per l’economia locale, oltre a essere certamente un fattore interessante per l’attrattività turistica.
Il Casinò ha ottenuto la concessione per il gioco online e ora sta lavorando per il rinnovo della concessione per il Casinò terrestre con tutto il supporto possibile da parte della Città. Siamo confidenti di poter rinnovare la concessione di tipo A per i prossimi venti anni”.

Quanto il Covid ha pesato sull'economia cittadina e su quella del Casinò?

“Nel 2020 il Covid ha pesato molto sull’attività del Casinò, ma il suo management ha saputo reagire bene e quindi non è stato un bagno di sangue e le negatività sono state contenute. Tra l’altro è stato l’anno della partenza dell’offerta online di gioco. Quindi posso dire che viste le condizioni generalmente negative la società se l’è cavata molto bene. Per la Città il Covid ha avuto effetti contrastanti: da un lato ha influenzato un aumento del turismo interno, dall'altro ha avuto effetti negativi sull’andamento dell’attività delle nostre aziende che sono globalizzate. La resilienza del nostro paese (e il nostro sistema democratico) ha però permesso a tutti di non perdere grandi fette di mercato e di restare competitivi a livello globale senza avere ripercussioni negative sull’occupazione”.

Fra pochi giorni riaprirà il Casinò Campione. Come saluta questa apertura?

“Da sindaco di Lugano sono sollevato. Campione sta diventando una Gost Town, se il Casinò riapre può essere un’opportunità per ridare qualche speranza al comune e ai suoi abitanti. Spero che possa essere sufficiente, ma il pasticcio della zona doganale europea non li agevolerà”.

Si può pensare a un distretto dell'intrattenimento in Ticino?

“Bisognava pensarci anche prima. Vedremo, ma il fatto che Campione dal punto di vista doganale sua diventato un territorio dell’Unione europea non aiuta a trovare soluzioni che possano permettere di lavorare tutti assieme per aumentare il Plg (prodotto lordo di giochi Ndr) complessivo”.

Come state colloquiando con Campione per risolvere le tante problematiche, anche debitorie, dell'enclave nei confronti del Ticino?

“Ho incontrato il sindaco di Campione Roberto Canesi un paio di volte; c’è volontà di risolvere i problemi e regolare le questioni. Però io sono in Municipio dal 2013 e da allora mi occupo di questo tema: ho visto tre sindaci, un paio di commissari e molti funzionari che non ci sono piû. Alla fine dei conti per noi è più semplice trovare soluzioni con Berna e Roma, che con Campione”.

 

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