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Casinò Lugano, Sanvido: 'Non si gioca sulla sicurezza'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

L'Ad del Casinò di Lugano, Paolo Sanvido, commenta i risultati del referendum svizzero sul green pass e illustra le procedure in essere nella Casa da gioco ticinese.

In Italia arriva il super green pass, in Svizzera si dice “sì”, al green pass. Volenti o più probabilmente nolenti, i casinò, e non solo loro, sono alle prese tuttora con l'emergenza Covid e sulle misure di volta in volta vengono decise o aggiornate per affrontarla. A fare il punto, per quanto riguarda il Casinò di Lugano, è il suo amministratore delegato Paolo Sanvido.

Cosa cambia per i casinò svizzeri con la vittoria del sì al referendum sul green pass?

“Per noi attualmente non cambia nulla. Il referendum aveva come oggetto di voto la modifica della legge Covid-19 del 19 marzo 2021, oltre a prendere di mira l'estensione di alcuni aiuti finanziari e il tracciamento dei contatti. Con questa modifica, il Parlamento ha istituto le basi legali per il certificato Covid, successivamente introdotto a settembre 2021, per permettere alle persone - vaccinate, guarite o in possesso di test negativo - di continuare ad usufruire di ogni attività sociale e ricreativa. In possesso di un green pass valido, infatti, è possibile accedere all'interno di ristoranti, palestre, cinema, teatri e partecipare alle grandi manifestazioni culturali e sportive, altrimenti inaccessibili”.

Ora come siete regolamentati?

Al momento vige l’obbligo di presentare un Certificato Covid-19 per accedere alla nostra casa da gioco, corredato da un documento di identità valido; una misura che, connessa con altre già adottate da tempo, permette di sostenere una sicurezza sanitaria anti-contagio. All’interno continuiamo, infatti, a mantenere i divisori in plexiglas tra le postazioni delle slot machine, abbiamo installato i purificatori Airsteril in tutte le sale, le colonnine dispensatrici di gel igienizzante dislocate in tutto l’edificio e continuiamo a garantire la sanificazione costante delle postazioni di gioco. In ogni piano sono proiettati video dedicati alle norme da seguire nella struttura ed è presente cartellonistica esplicativa.
Queste attenzioni sono decisive e permettono di evitare la chiusura delle attività economiche, di prevenire e preservare quelle certezze che, con cura ed impegno, ci siamo conquistati fino ad oggi, a piccoli passi. E possiamo, in questo modo essere consapevoli di aver fatto quanto possibile per continuare a proteggerci dalla pandemia ed evitare ulteriori misure drastiche di contenimento del virus”.

In Italia dal 6 dicembre arriva il super green pass, quindi con il semplice tampone non si accede più ai casinò. Da voi com'è la situazione?

“La situazione pandemica è in continua evoluzione e anche il Consiglio Federale ne sta monitorando lo stato giorno dopo giorno e stimando eventuali provvedimenti restrittivi, che verranno comunicati nei prossimi giorni. Secondo anticipazioni, infatti, potrebbe valutare di inasprire alcune misure per prevenire ed arginare l'espansione dei casi, ad esempio riducendo il numero massimo di persone nei raduni privati, che al momento è di 30 partecipanti, ed estendendo l'obbligo di indossare la mascherina”.

Al Casinò di Lugano come siete organizzati?

“Al Casinò Lugano si gioca a tutto, ma non con la salute. Dal 13 settembre vige l’obbligo di accedere ai nostri locali solo con il possesso di un Certificato Covid-19 oppure presentando il risultato negativo di un tampone. Abbiamo implementato un piano di protezione concernente l’igiene e la protezione del nostro personale e della nostra clientela con misure studiate ad-hoc. Per i giocatori abbiamo allestito anche una postazione sanitaria per effettuare dei test tramite tampone nasale, aperta tutti i giorni in orario serale per agevolare lavoratori e cittadini che durante il giorno sono impegnati. Per il nostro personale, al momento, vige l’obbligo di indossare la mascherina all’interno della casa da gioco e di misurare la temperatura all’entrata in servizio, oltre che mantenere costantemente il distanziamento, in sala e anche nelle aree comuni di pausa”.

 

 

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