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Liechtenstein, è fermento per l'ottavo casinò

  • Scritto da Amr

Il piccolo principato del Liechtenstein la nuova Las Vegas d'Europa: arriva l'ottavo casinò.

Partito in sordina, sembra diventare sempre più consistente e reale il proposito del piccolo principato del Liechtenstein di diventare la nuova Las Vegas, o la nuova Macao, d'Europa. Ovviamente "a regime", visto che al momento i cinque casinò sono chiusi per Covid e non c'è alcuna certezza, come del resto nella vicina Svizzera, sulla data in cui potranno riaprire. Se ne dovrebbe sapere di più il 20 aprile, sempre che il Consiglio federale di Berna (che spesso viene preso a "modello" dal vicino Liechtestein) non decida di anticipare la riapertura dei suoi casinò, uno scenario che purtroppo al momento appare abbastanza improbabile.

Intanto però i progetti si moltiplicano e viene annunciato un ottavo casinò che si aggiungerà a quelli in funzione (Schaanwald, Ruggell, Triesen, Balzers e Bendern" a quello che aprirà questo mese a Schaan e a quello annunciato nella zona industriale e commerciale di Eschen.

Secondo quanto riporta la stampa locale, sempre a Schaan è stata presentata la richiesta di costruzione per un secondo casinò, che troverà posto nell'ex laboratorio Risch.
I vicini hanno ricevuto una lettera dall'Ufficio per le costruzioni e le infrastrutture, che li informa di una richiesta di trasformazione edilizia: hanno tempo quattordici giorni per presentare delle obiezioni.
Il casinò sarà gestito da Best Win Ag, con sede a Schaan e fondata solo lo scorso dicembre. È amministrata dal Quaderer Treuhand Anstalt.

Otto casinò in uno stato che conta 37.500 abitanti e dalla superficie di 160 chilometri quadrati sono ovviamente tanti, anche se c'è da considerare che nel Liechtenstein non vengono rilasciare delle concessioni, ma delle autorizzazioni, quindi, se si hanno le dovute coperture finanziarie, anche in questo contesto di estrema concorrenza di può operare. C'è tuttavia il fondato rischio di cannibalizzazione delle strutture grandi nei confronti delle più piccole, in un contesto incerto ma ricco di opportunità lavorative.

Ovviamente, lo sguardo è a quanto avverrà una volta che si ripartirà: è immaginabile, come del resto in Italia e nel resto del mondo, che ci saranno delle restrizioni alla capacità operativa, in base alla metratura dei locali, il che creerà problemi soprattutto alle strutture di piccole dimensioni. 

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