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Francia, casinò restano chiusi e piani di licenziamento allo studio

  • Scritto da Amr

Anche in Francia i casinò restano chiusi senza conoscere la data della loro riapertura, alcuni gruppi stanno preparando dei piani di licenziamento.

L'Europa ha scelto in larghissima parte la strada della chiusura totale del gioco, a differenza degli stati Usa e di Macao dove, pur con mille restrizioni a cautele, sono tornati in attività.

E anche i casinò francesi, circa 200, sono al momento chiusi, senza conoscere la data di riapertura, che potrebbe essere addirittura ai primi di giugno. Decisamente in là nel tempo, ma del resto, anche in considerazione dell'imperversare delle varianti al Covid-19, lo stato di emergenza è stato prorogato sino al primo giugno e si sta addirittura valutando un terzo lockdown nazionale, che ovviamente tutti vorrebbero scongiurare.

IL TRATTAMENTO PER I DIPENDENTI - Uno scenario drammatico e preoccupante, per le attività chiuse tra cui figurano appunto i casinò. I loro dipendenti al momento percepiscono quella che in termine tecnico è definita "disoccupazione parziale", ricevendo l'80 percento dello stipendio, ma coloro che sono al Smic (salario minimo interprofessionale di crescita) sono pagati al 100 percento dello stipendio originario.
Lo Smic è uguale per tutti i settori, casinò compresi: alla data del 1° gennaio 2021 è uguale a 1.230 euro, un importo che viene rivalutato ogni anno.

Nonostante l'intervento statale, la situazione, come detto, resta drammatica e alcuni grandi gruppi francesi, come Barrière, stanno preparando un piano di licenziamenti in alcuni casinò.

 

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