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Riapertura Casinò, Consiglio di Stato Ticino: 'Valutare il 22 marzo'

  • Scritto da Redazione

Il Consiglio di Stato ticinese chiede al Consiglio di Stato di accelerare i tempi della riapertura dei casinò.

La discussione su "quando" e "come" riaprire le attività attualmente sospese è animata anche in Svizzera, e chiama in causa anche i casinò.
A tale proposito, il Consiglio di Stato del Ticino ha preso posizione nell’ambito della consultazione avviata dal Consiglio federale mercoledì 17 febbraio sulla strategia di allentamenti a tappe e le relative proposte di modifica dell’Ordinanza Covid-19.

In termini generali, il Governo ticinese ritiene che queste tappe dovrebbero essere meno prudenti, più ravvicinate nel tempo e definite sin d’ora anche oltre il 1° aprile.
La cautela dimostrata dal Consiglio federale è comprensibile alla luce della diffusione delle varianti del virus: il Governo cantonale concorda sulla necessità di scongiurare una nuova ripresa dei contagi ed evitare quindi nuove chiusure, che avrebbero effetti nefasti dal profilo economico e psicologico.

D’altra parte è altresì fondamentale adeguare le restrizioni secondo il principio di proporzionalità, cercando di favorire la condivisione da parte della popolazione e dando delle prospettive ai settori economici interessati, seppur non immediate, graduali e subordinate alla stabilità dei dati epidemiologici.

Gli allentamenti proposti a partire dal 1° marzo (da quel giorno potranno riaprire le attività del tempo libero, nella cui categoria sono compresi anche i casinò, ma solo quelle che sono all'aperto Ndr) sono pertanto condivisi e ritenuti il passo minimo da compiere nelle attuali circostanze, in cui si registra – a livello ticinese e nazionale – un numero di nuovi contagi sotto controllo.

Si chiede però fermamente di anticipare la seconda tappa, prevedendo una decisione che abbia effetto al più tardi il 22 marzo. Stessa cadenza per una terza tappa: rivalutazione dopo due-tre settimane per eventuali allentamenti. L’esperienza dimostra come le misure mostrino i loro effetti già dopo due settimane e, pertanto, a mente del Consiglio di Stato, appare doveroso imprimere un ritmo più serrato alle fasi di allentamento, come lo fu durante la scorsa primavera.

In dettaglio, per quanto riguarda la ristorazione, il Consiglio di Stato chiede che al più tardi il 22 marzo (seconda tappa) si riaprano ristoranti e bar almeno nelle ore diurne secondo il piano di protezione conosciuto fino a dicembre (consumazioni solo da seduti, massimo 4 persone per tavolo, mascherina non appena ci si alza dal tavolo, ecc.). Questa tempistica è ritenuta fondamentale per garantire una ripresa almeno parziale dell’attività durante il periodo pasquale. Non è condivisa, invece, la proposta di autorizzare la sola riapertura delle terrazze esterne, perché troppo limitativa, difficilmente sostenibile e discriminatoria nei confronti dei locali privi di spazi all’aria aperta.

La riapertura dal 1° marzo delle strutture culturali, ricreative e sportive all’aperto, nonché di musei e biblioteche, è condivisa. Si chiede di procedere al più tardi il 22 marzo (seconda tappa) con la riapertura anche di cinema, teatri e strutture sportive e ricreative all’interno, pur con limiti di capienza.

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