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Slovenia, la chiusura senza fine dei casinò

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Nebbia fitta in Slovenia sulla riapertura dei casinò, a Nova Gorica dipendenti in cassa integrazione ma nessuno ha perso il lavoro.

Il 18 gennaio, data di scadenza delle precedenti disposizioni, è passato e, come purtroppo largamente previsto, non c'è stata alcuna novità per quanto riguarda i casinò della Slovenia, che, al pari di tantissime strutture identiche in Europa, restano desolatamente chiusi.

La scelta della maggior parte dei Paesi europei è stata infatti quella di chiudere il gioco, e i casinò nello specifico, sino a quando la situazione sanitaria, anche grazie alla campagna vaccinale finalmente intrapresa, non sarà nettamente sulla via del miglioramento. Una scelta diversa (sarà la storia forse a dire chi avrà avuto ragione) da quella operata prima a Macao, dove i casinò hanno chiuso solo per un paio di settimane nel febbraio del 2020, che poi negli Stati Uniti, dove ci sono state diverse chiusure, ma dove le strutture sono per la stragrande maggioranza tornate in attività. Ovviamente, con rigide misure sanitarie e organizzative, oltre che con tutti i limiti che sono stati posti agli spostamenti delle persone, ma comunque in attività. E questo nonostante, soprattutto negli Stati Uniti, la pandemia sia purtroppo tutt'altro che domata.

Tornando al caso sloveno, Lubiana ha deciso di tenere chiusi i casinò senza ipotizzare una data di riapertura, che potrebbe peraltro avvenire su base locale, in base ai "colori" delle regioni. La situazione è dunque immutata anche per quanto riguarda i casinò più vicini al confine con l'Italia, quelli di Nova Gorica, la cui regione è peraltro la seconda al momento per numero di contagi. Un duro e lungo colpo per i casinò del Gruppo Hit, i cui dipendenti sono da tempo, per la quasi totalità, in cassa integrazione, in attesa dell'evolversi della pandemia. La buona notizia, a differenza di quanto sta avvenendo per esempio negli Stati Uniti, è che non c'è stato alcun licenziamento dei dipendenti dei casinò statali con sussidi per la cassa integrazione. 

Del resto, il governo di Lubiana ha deciso per la linea dura contro il Covid-19. In Slovenia è quasi tutto ancora chiuso, scuole comprese. Sono aperti solo i negozi di prima necessità, le vendita solo alle aziende che svolgono attività come l'edilizia, mentre bar e ristoranti possono esercitare solo l'attività di asporto e di consegna a domicilio. Aperti anche i parrucchieri.

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