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Uk, Boris Johnson: 'Stop alla riapertura dei casinò in Inghilterra'

  • Scritto da Redazione

Molti locali, compresi i casinò, avrebbero dovuto riaprire il 1° agosto, ma a seguito della nuova impennata del Covid, il premier Johnson annuncia un ritardo di almeno 2 settimane.

I casinò in Inghilterra stanno affrontando ulteriori ritardi nella riapertura delle loro porte dopo che il premier Boris Johnson ha rivelato che il Governo prenderà nuovi provvedimenti restrittivi per rallentare la diffusione del Covid-19.

Un certo numero di locali, compresi i casinò, avrebbero dovuto riaprire il 1° agosto, data in cui era previsto un allentamento delle misure di distanziamento sociale. Tuttavia, a seguito di un picco nei casi nella Greater Manchester e in altre città del nord, la riapertura di tali luoghi è ritardata "di almeno due settimane".

Durante una conferenza stampa a Downing Street, il direttore medico Chris Whitty ha spiegato che il Paese "probabilmente ha raggiunto o si è avvicinato ai limiti di ciò che si può fare in termini di apertura della società".
 
Neanche il tempo di "festeggiare" (si fa per dire) l'imminente riapertura e i segnali di schiarita anche per gli sviluppi ottenuti in Scozia, che gli operatori delle case da gioco britanniche devono subito tornare a sperare sul futuro. 
 
In risposta alle notizie, Michael Dugher, Ceo di Betting and gaming council, ha sollevato preoccupazioni per la potenziale perdita di posti di lavoro.
In un post su Twitter, ha dichiarato: "Non ci sono prove che i casinò siano luoghi di rischio più elevato. Che cosa è successo alla strategia di blocco locale del Governo? Perché un'azienda di casinò dovrebbe rimanere chiusa a Bristol, nel sud-ovest, dove i casi di Covid sono bassi, perché c'è un picco nella Greater Manchester? Una grande minaccia per il lavoro".
 
Tutto questo accade dopo che il Bgc ha criticato il Governo per non aver fornito chiarezza sulla riapertura dei casinò, sostenendo che tenerne chiuse le porte fosse una decisione "incoerente e senza senso".
 
Ogni casinò nel Paese è stato chiuso dal 23 marzo come parte dello sforzo nazionale per contrastare la diffusione del virus, con gli operatori che hanno affermato di "lavorare 24 ore su 24" per garantire che i locali e le operazioni aderiscano alle linee guida.
 
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