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Pubblicità casinò, il Liechtenstein sceglie la regolamentazione

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il Liechtenstein trasmette a Bruxelles l'ordinanza che dettaglia quali sono le forme vietate di pubblicità dei casinò.

Regole, anche stringenti, ma non divieto assoluto. Questo il senso dell'ordinanza che il Liechtenstein ha inviato alla Commissione europea a Bruxelles, per il consueto periodo trimestrale di stand still, e che va a modificare l'ordinanza vigente in materia di casinò.

I contenuti dell'ordinanza, sulla quale ci sono tre mesi di tempo per esprimere pareri o commenti (sia da parte degli stati membri che della Commissione stessa) sono relativi ai in merito alla registrazione dei clienti e alla conservazione dei loro dati, prevedendo che le immagini del sistema di videosorveglianza devono essere registrate e conservate in un luogo sicuro per almeno 45 giorni, ma vengono formulati anche requisiti tecnici per le slot machine. E, soprattutto, ci fissano delle disposizioni relative al divieto di pubblicità, ricordando che, in assenza di norme europee di armonizzazione nel settore dei giochi, spetta agli Stati membri decidere se e in che misura regolare la materia del gioco.

LE DISPOSIZIONI SULLA PUBBLICITA' - Quanto alle norme sulla pubblicità, l'ordinanza prevede che i casinò debbano presentare annualmente un rapporto dettagliato al governo sull'attuazione di misure pubblicitarie. E vengono definiti quali sono i messaggi pubblicitari vietati. Tra essi, si legge nell'ordinanza, quelli "fuorvianti", ossia forniscono informazioni distorte sulle possibilità di vincita o danno l'impressione che conoscenza, abilità, destrezza o altre caratteristiche del giocatore influenzano la possibilità di vincere; che le possibilità di vincita sono aumentate giocando più a lungo o più frequentemente; che i giochi d'azzardo sono un mezzo adeguato per risolvere problemi finanziari o personali; che la partecipazione ai giochi è un'alternativa alla vita lavorativa; che la maggiore partecipazione ai giochi con soldi è un mezzo adeguato per compensare le perdite di gioco già subite.
Sono vietate anche le pubblicità "particolarmente invadenti£", come quella telefonica, oppure attività promozionali negli alloggi o nei loro immediati dintorni, sui trasporti pubblici e in occasione di eventi promozionali connessi con un viaggio o un evento simile. No anche alla pubblicità indirizzata personalmente tramite canali elettronici senza possibilità di rinuncia o annullamento dell'iscrizion, o a quella che si indirizza a minorenni o a persone bloccate.

GLI ORARI DI APERTURA - L'ordinanza fissa anche gli orari massimi di apertura dei casinò: dalle 10 alle 4, ma può essere concessa, su richiesta motivata, una proroga fino alle 5 del mattino.

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