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Verso i casinò online in Svizzera, gli esperti: “Prevenzione sia parola d’ordine”

  • Scritto da Amr

Anche la Svizzera, con tempi decisamente meno rapidi rispetto ad altri stati europei, si appresta a esaminare una nuova legge sul gioco che tra l’altro dovrebbe prevedere l’introduzione della modalità online, e su questo fronte da alcuni esperti svizzero-tedeschi, romandi e svizzero-italiani hanno scritto una lettera aperta.

Gli esperti in questione (Carlo Caflisch, Clinica psichiatrica universitaria, Zurigo; Tazio Carlevaro, Psichiatra, Bellinzona; Franz Eidenbenz, Centro per il gioco patologico ed altre dipendenze comportamentali, Zurigo; Jörg Häfeli, Università tecnica, Sezione di Lavoro sociale, Lucerna; Robert Hämmig, Clinica psichiatrica universitaria di psichiatria e psicoterapia, Berna; Claude Jeanrenaud, Professore onorario, Università di Neuchâtel; Olivier Simon, Centro ospedaliero universitario vodese, Losanna; Gerhard Wiesbeck, Cliniche psichiatriche universitarie, Basilea) rilevano alcuni elementi che dovranno essere considerati con attenzione, perché si tratta di una legge quadro, che aprirà ulteriormente le possibilità di gioco d’azzardo in Svizzera.

 

 

LE ATTESE DEGLI ESPERTI – Ma cosa si aspettano gli esperti dalla nuova legge sul gioco d’azzardo? Il gioco patologico è una malattia cronica che fa parte delle dipendenze, come quelle da alcool, da tabacco o da droghe. Colpisce il due per cento della popolazione adulta, ma colpisce anche gli adolescenti, come hanno dimostrato alcune ricerche, l’ultima delle quali presentata nel 2014 nel Ticino. Si calcola che per ogni giocatore patologico ci siano dieci familiari che ne subiscono le conseguenze. È anche vero che il gioco d’azzardo (lotterie e casinò), nel 2012, ha fruttato 929 milioni di franchi all’erario pubblico e a progetti di utilità generale, ma ha anche causato costi sociali stimati tra i 550 e i 650 milioni di franchi.

Questa malattia proviene da una vulnerabilità individuale, ma anche dalle caratteristiche particolari del gioco d’azzardo. La favoriscono la velocità del gioco stesso, l’accesso facile, e l’ammontare della somma in palio. Contribuiscono anche convinzioni errate, come una comprensione sbagliata della probabilità, e l’illusione di potere controllare il caso.

La prevenzione dovrà essere il cardine della nuova legge. Anche se dovesse ridurre gli introiti dello Stato e dei gestori dei giochi, visto che sono proprio i giocatori eccessivi a costituire il grosso delle entrate.

Chiediamo che sia richiesto ai gestori di continuare nella prevenzione nei confronti della loro clientela, nella formazione del personale, e nell’esclusione dei giocatori problematici. Chiediamo anche un adeguato finanziamento per i servizi che si occupano della prevenzione, e della cura al di fuori dei luoghi di gioco. Infine, chiediamo che gli interventi abbiamo una valutazione scientificamente corretta, che permetta di migliorare la qualità degli stessi. Anche perché la tecnica moderna propone giochi sempre più veloci e pericolosi. In alcuni Cantoni svizzeri sarà necessario anche rivedere la lista dei giochi a rischio, che però rendono parecchio (le lotterie elettroniche, che nel Ticino sono proibite, ma non altrove).

 

INTROITI GIOCO E PREVENZIONE - Dal 2006 una percentuale degli introiti delle lotterie è stata dedicata alla prevenzione, ciò che ha permesso il nascere di progetti cantonali e intercantonali. Purtroppo, invece, il numero di persone che chiedono aiuto rimane inferiore rispetto ad altri paesi vicini. La nuova legge sancirà se a questo fondo, gestito dai cantoni, parteciperanno anche i casinò, e, caso mai, come. Dovrà anche chiarire come si integreranno in questo progetto i dipartimenti della sanità, come funzioneranno gli enti previsti di controllo e di coordinamento dell’applicazione della legge stessa.

Nel gennaio 2014, durante il terzo colloquio internazionale sul gioco d’azzardo, è stato riconosciuto il ruolo pionieristico del nostro Paese nel campo della politica delle dipendenze. Saprà tenere conto anche dei pericoli insiti nella dipendenza dal gioco d’azzardo?”.

 

LA SINTESI DI CARLEVARO – “Si tratta – aggiunge a Gioconews.it Tazio Carlevaro - per ora di un progetto di legge, elaborato da una speciale commissione di esperti, per conto del Dipartimento (‘ministero’) della Giustizia della Confederazione. Dovrà essere una legge quadro, ossia di una legge che obbligherà i cantoni a riscrivere le loro leggi cantonali nel merito, e che avrà una notevole incidenza nei prossimi anni, perché trasforma la geografia del gioco d’azzardo in Svizzera, aprendo anche al gioco online. Questa legge non sarà proposta immediatamente al parlamento, ma passerà al vaglio di cantoni, associazioni del gioco, lotterie, casinò, gruppi di esperti delle dipendenze, esperti di riciclaggio e di gestione aziendale… per circa cinque mesi. Peraltro, ogni cittadino, se lo vuole, può dare il suo parere.

Alla fine, il Dipartimento, sulla base delle critiche, delle suggestioni, delle preoccupazioni, degli inviti, procederà ad una redazione definitiva. Che sarà presentata in Parlamento, e dove avrà ancora mutamenti, questo è evidente.

Gli esperti, autori di questa presa di posizione, non si esprimono sulla legge in sé, ma esprimono alcune loro preoccupazioni. La prevenzione sembra non avere una base economica sufficientemente forte. La presa in carico non è garantita a sufficienza, in particolare il tasso di prese in carico sono bassi, nei confronti di quanto succede in altri paesi europei. Infine, una buona prevenzione funziona solo se c’è una ricerca di qualità nella materia. E questa non è prevista.

Alcune delle istanze previste sono per la prevenzione sono assai deboli, e hanno solo un potere suasivo (‘consigliano’), specialmente a livello federale, mentre a livello cantonale è buona cosa che ci sia un obbligo di collaborazione tra cantone, casinò, lotterie e enti di prevenzione e di cura.

Ogni ulteriore apertura al gioco d’azzardo rappresenta una sfida, che dev’essere bene calcolata. In particolare perché il gioco d’azzardo porta a vantaggi per l’erario cantonale e federale, ma anche degli svantaggi notevoli. Non è solo un problema di calcolo economico. È un problema di progetto sociale. Noi siamo cittadini di una società che non deve proibire, ma indirizzare, prevedere, ordinare le attività “pericolose” in modo da renderle accessibili a chi ne fa un uso ragionevole, e in modo da scoraggiare chi non sembra essere capace di utilizzarle in un modo adeguato. Infine, deve sapere che bisognerà poi correre ai ripari se le cose sfuggono di mano. Il costo economico e sociale (sofferenza, malattia, danni) dev’essere chiaro. Tutti i ‘piaceri’ hanno un costo. Siamo disposti a prevenire – e a pagarne il costo? È quello che cerchiamo di indicare, ed è quello che rimetteremo in discussione quando la consultazione comincerà”.

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