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Casinò e giochi, chi scende e... chi scende a giugno

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Gioconews.it analizza l'andamento dei casinò nel primo semestre del 2020, caratterizzato da una chiusura delle strutture che si è protratta per oltre tre mesi.

Torna il “solito” chi sale e chi scende, che analizza l'andamento dei casinò italiani nel mese passato, nel corso dell'anno in corso e dei dodici mesi precedenti. Ma questo non è il “solito” chi sale e chi scende, a volte temuto per la classifica di chi ha avuto l'andamento migliore e che sembra bacchettare chi è arrivato ultimo. Tutti i casinò sono infatti andati malissimo, con risultati negativi a doppia cifra. Ma il motivo è ovvio e spazza via qualsiasi analisi statistica: dall'8 marzo e fino a giugno (il 15 per Saint Vincent, il 16 per Sanremo e il 19 per Venezia), gli stessi sono rimasti chiusi a seguito della pandemia, e sono ora tornati in attività con mille precauzioni sanitarie e in uno scenario sociale ed economico totalmente diverso.
Ciò premesso, analizziamo in ordine alfabetico come sono andati i casinò, stavolta allo scopo, semmai, di quantificare i “costi” che la pandemia, un drammatico evento che purtroppo non è ancorsa alle spalle, ha avuto sulle location di gioco in termini di incassi e ingressi, e a cascata anche bilanci delle loro società di gestione e di quelli degli enti proprietari.

QUI SANREMO – A giugno il Casinò di Sanremo ha incassato 1.663.904 euro, vale a dire il 48,25 percento in meno rispetto a un anno fa. Considerando che è stato aperto solo metà mese, si tratta di un risultato in linea con quello del 2019, e che ha usufruito (come per gli altri casinò) della voglia di tornare alla normalità e a divertirsi delle persone dopo la fine del lockdown, un entusiasmo che, complici le difficoltà economiche, potrebbe (anche questa considerazione è valida per tutti) affievolirsi. Quanto agli ingressi, sono stati 5.304, ossia il 62, 34 percento in meno.Ovviamente tutti negativi i risultati dei singoli giochi: un po' meglio le slot, che con 1.386.174 euro calano del 44,88 percento, e anche la roulette francese, cehe incassa 126.745 euro perdendo il 16,07 percento, mentre per gli altri il segno è negativo e davvero molto, con il picco toccato dalla fair roulette, che incassa 7.950 euro, il 92,49 percento in meno.
Nel primo semestre dell'anno, la Casa da gioco matuziana ha incassato 10.001.990 euro, vale a dire il 54,17 percento in meno rispetto al 2019. Il progressivo degli ultimi dodici mesi terminati a giugno 2020 segna quota 32.581.820 euro, il 25,22 percento in meno rispetto all'anno non solare ancora precedente.

QUI SAINT VINCENT – Primo in ordine di tempo a riaprire dopo il lockdown, il casino di Saint Vincent ha incassato, dal 15 al 30 giugno, 2.051.013 euro, il 51,91 percento in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Si sono contati 10.605 ingressi, con una flessione del 59,95 percento. A differenza del Casinò di Sanremo,le slot hanno subito un calo maggiore della media: hanno chiuso il mese con 1.427.332 euro, il 53,58 percento in meno. Da segnalare che non tutti i giochi sono stati riaperti: la roulette francese incassa dunque 0 euro, come il trente et quarante, lo chemin de fer e i craps. In forte calo, anche se riaperta, la roulette americana, con una flessione del 262,32 percento (72.738 euro). Quanto alla fair roulette, incassa 256.550 euro (meno 41,57 percento) e il punto banco, con 148.628 euro, chiude a solo meno 9,73 percento. Ripetiamo, dopo questa carrellata di segni negativi: la statistica fotografa una situazione di cali che non sono in alcun modo imputabili alla gestione dei casinò e solo nel corso dei mesi, forse, si riuscirà a capire se e come le singole aziende stanno reagendo all'urto di questa crisi senza precedenti.
Tornando al casinò valdostano, nei primi sei mesi dell'anno sono stati incassati 13.298.900 euro, il 54,59 percento in meno, mentre nei dodici mesi non solari terminati a giugno il saldo è di 44.641.896 euro, il 25,58 percento in meno.

QUI VENEZIA – Il casinò di Venezia ha riaperto il 19 giugno, quattro giorni dopo l'apripista valdostano. E per di più la riapertura della sede lagunare è stata successiva e limitata. In questo contesto, non deve sorprendere che sia stata la casa da gioco che ha subito il calo pià marcato sia in termini di incassi (2.267.342 euro, il 61,94 percento in meno) che di ingressi (13.823, il 71,83 percento in meno). Performance superiore alla media, quella delle slot, che hanno limitato la perdita, rispetto a giugno 2019, a meno 53,30 percento (1.635.778 euro). Pesa la mancanza dello chemin de fer (0 euro), ma anche la roulette francese perde il 99,27 percento e incassa solo 1.870 euro. Numeri assolutamente imprevedibili l'anno passato, ma del resto nulla di quanto è accaduto in questa prima metà del 2020 ha avuto le caratteristiche del “prevedibile”. Tra i giochi che hanno avuto il migliore andamento, a Venezia, c'è il punto banco, che riesce comunque a incassare 300.543 euro, limitando la perdita al 30,74 percento (un buon risultato tenendo conto che è stato in funzione assai meno che metà mese rispetto a giugno 2019).
I conti del semestre sono ovviamente magri anche a Venezia: 18.420.069 euro gli incassi complessivi, per un calo del 60,05 percento, mentre nell'arco di tempo che va da luglio 2019 a giugno 2020 il contatore è a quota 65.111.205 euro, ossia il 31,66 percento in meno.
 
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